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RIECCOLI/Tornano in campo i moderati senza partito. Il play maker è l’eterno Baccini

Rieccoli, tornano in campo i moderati senza partito. Vengono da esperienze diverse, molti direttamente dall’oblio. Non c’è aria della classica rivincita, non arrivano con il coltello tra i denti.Sono volponi, vecchi navigatori della politica. Ma la voglia di esserci è più forte di qualsiasi altra pulsione. Il play maker è l’eterno Baccini, presidente dei Cristiano Popolari (quanti saranno….?) , c’è da rimettere in piedi qualcosa, non si sa bene cosa. Ma il richiamo delle elezioni è troppo forte. Tra i Popolari per Roma che hanno annunciato alla loro convention la nascita di una nuova lista civica senza i simboli dei partiti, ci sono sentimenti ed esperienze diverse. Ex Dc, confluiti in altro, fagocitati da Forza Italia e dal Pdl, sino a quelli che hanno abbracciato la Margherita senza subire il fascino del PD o che invece hanno cercato di fare l’ala sinistra di An.
Mario Baccini dà la linea. Sul palco Gianni Sammarco, (Area Popolare), Giuseppe Cangemi (Ncd), Roberto Cantiani (ex consigliere comunale Pdl), l’ex ministro Maurizio Lupi insieme a Fabrizio Cicchitto. Un “minestrone di centro” al quale Baccini cerca di fornire lo spunto, l’occasione, l’alibi per tentare una nuova avventura. “Negli ultimi anni molti di noi hanno consegnato la tutela dei loro valori a partiti di destra e sinistra che non sono stati in grado difenderli. Roma sta soffocando e con la città anche coloro che un tempo appartenevano al cento medio. Dopo anni di assenza dalla politica attiva ho deciso di tornare ad impegnarmi, sostenendo la nascita di un blocco centrale a Roma e nel Paese”. Nessuno ha il coraggio di fingere di infiammarsi, di parole ne hanno dette e sentite tante, sono abbonati alla retorica. Baccini guarda indietro, rieccheggia l’economia sociale,legata ad associazioni e movimenti. Ci si può credere? La nuova creatura si sintetizza nel “Pensare Roma”, il laboratorio di idee che tra breve sfornerà non un programma elettorale come stanno facendo le altre forze candidate ma un progetto complessivo di città con l’elenco delle emergenze e accanto le soluzioni da mettere in atto. Dicono tutti così, la sensazione è che manchi un pizzico di sano pragmatismo. Tra cinque mesi si vota, Baccini e i suoi vogliono che la palla torni “al centro”. Ma come, con chi, con quali strategie, con quali risorse e con quali alleati? Se ne riparlerà

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