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Banche, M5S in piazza ad Arezzo, è scontro con il Pd

La protesta contro il decreto salvabanche, che domenica 31 gennaio sarà in scena nuovamente a Roma (la manifestazione è stata annunciata dall’Associazione vittime del salva-banche), è tornata oggi ad Arezzo. È questo il luogo dove fin dall’inizio la protesta è stata più forte per le implicazioni politiche legate alla decisione di salvare Banca Etruria, Carife, Carichieti e Banca Marche. A riportarla qui è il Movimento 5 stelle: non solo contro Matteo Renzi e il Pd, ma perché da qui è più facile ‘attaccare’ il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi il cui padre, Pierluigi, è stato vicepresidente della banca. E contro la Banca d’Italia, «che deve tornare pubblica», spiegano il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, per «evitare i conflitti di interesse» che invece ha da quando «è controllata dai privati». In piazza San Jacopo, ad ascoltare i due esponenti di punta dei pentastellati, non ci sono le 5.000 persone che qualcuno attendeva, ma solo alcune centinaia di persone. Non c’è neppure Beppe Grillo: non era annunciato, ma molti speravano facesse la sorpresa dell’ultimo minuto. Questo scatena le risposte ‘ironiche’ di alcuni esponenti democratici: «Nel giorno in cui Grillo annuncia di tornare a fare il comico, i cinque stelle ad Arezzo fanno ridere più del loro capo #flopa5stelle», scrive su twitter Alessia Rotta, componente della segreteria nazionale del Pd, mentre il suo collega di partito Andrea Marcucci, sempre su twitter, commenta: «Solo Di Maio con qualche amico in piazza ad Arezzo. È l’effetto Quarto che si fa sentire sulla Casaleggio e dissociati: non vi crede più nessuno». Sulla stessa lunghezza d’onda anche diversi senatori dem come Stefano Vaccari, Camilla Fabbri, Donatella Albano e Mauro Del Barba che parlano apertamente di flop con «4 gatti presenti». In attesa del decreto del governo che dovrebbe dare risposte agli obbligazionisti, decidendo anche i criteri con cui i soldi dovranno essere assegnati, il M5s cerca di rilanciare la protesta. ‘Sopra la banca la casta campa, sotto la banca l’Italia crepa’, si leggeva in uno degli striscioni portati davanti al palco dove poi Di Battista e Di Maio hanno chiuso la manifestazione. «Non siamo certo speculatori», ha detto Simone dell’Associazione vittime del salva-banche, chiamato prima di loro sul palco insieme ad altri risparmiatori. «Noi ci fidavamo della nostra banca», hanno gridato dalla piazza, mentre il vicepresidente della Camera chiedeva al Governo di fare, «in 20 minuti un decreto ‘salvarisparmi’ come in 25 minuti, di domenica, ha fatto il decreto salvabanche». Sulla graticola c’è il ministro Boschi, perché «non ha detto una parola sui risparmiatori, mentre ha parlato di quel bravo padre», ha detto Di Battista che poi ha attaccato anche il pm Roberto Rossi, titolare dell’inchiesta su Etruria, «diventato procuratore capo ad Arezzo dopo aver prosciolto due volte il signor Boschi».

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