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Candreva e Berisha esaltano la Lazio, il Chievo crolla

Una Lazio a due facce, e trascinata da Candreva, sfrutta al meglio il fattore dell’uomo in più, dal 2′ al 37′ della ripresa, e travolge un Chievo che, per la prima mezz’ora di gioco, all’Olimpico l’aveva fatta quasi da padrone. Così la squadra di Pioli torna a vincere in casa dopo tre mesi, nei match di campionato. Lo fa dopo aver subito l’ottavo gol nei primi 15 minuti di una partita, stavolta per un colpo di testa di Cesar inseritosi perfettamente sulla punizione di Birsa e grazie anche alla libertà concessagli dai difensori avversari e dall’assenza di mosse da parte di Berisha, incerto nella circostanza. Il portiere albanese della Lazio si riscatta poi alla grande parando, al 38′ st, un rigore ben calciato da Paloschi che avrebbe potuto riaprire l’incontro (si era sul 3-1). Ma a fare la differenza è anche Cesar, l’autore del gol clivense, che al 5′ della ripresa appare indeciso in area e nel tentativo di rimediare stende Candreva, che forse accentua la caduta e poi pareggia segnando il rigore immediatamente concesso da Calvarese. Per lo sloveno del Chievo è il secondo giallo ed è quindi costretto a lasciare il campo lasciando i suoi con l’uomo in meno fino al 37′ quando anche Radu, oggi impiegato al centro della difesa, si fa cacciare per un fallo da ultimo uomo. Da quel momento la Lazio, che oggi ha perso l’11/o primo tempo su 21 partite (più di qualsiasi altro club di A), dilaga: Cataldi ottiene il secondo gol con uno splendido tiro di destro al volo dal limite, poi Candreva, perfettamente servito da Felipe Anderson (forse tardivo il suo inserimento da parte di Pioli, poi il brasiliano centrerà anche un palo), segna in diagonale. Il 4-1 arriva al sesto minuto di recupero, con un fulminea azione di contropiede (il Chievo stava attaccando) avviata da Lulic che trova Candreva sul cui assist ‘al bacio’ Keita si inserisce perfettamente di testa, per la gioia, dei pochi tifosi presenti (l’Olimpico continua ad essere malinconicamente quasi vuoto). Questa rete è un premio meritato per il ragazzo ex Barcellona, che nel primo tempo aveva tenuto in piedi la Lazio con una serie di belle iniziative, anche se al 40′ pt si era preso i fischi dei supporter di casa perché dopo essersi liberato benissimo ritrovandosi solo in area aveva servito un compagno invece di calciare da posizione favorevole. Pecche di una partita che la Lazio ha vinto con merito anche se forse il risultato finale penalizza troppo un Chievo che ha mostrato, specie nei primi 45′, una buona organizzazione di gioco. Ma la squadra di Maran, che forse avrebbe bisogno di un po’ più di qualità a centrocampo (Pinzi e Radovanovic sono uomini che fanno soprattutto ‘lavoro sporco’) avrà modo di rifarsi. Quanto alla Lazio, oggi ha segnato 4 reti ma continua ad avere il problema della mancanza di una vera prima punta, perchè Djordjevic e Matri sono bomber di complemento e Klose è al tramonto di una gloriosissima carriera.

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