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Guida ubriaco e drogato e uccide un passante. Arrestato

In un attimo, la vita di Giuseppe Buttaro, 59 anni, ex finanziere originario di Gaeta (Latina) e residente a Albisola (Savona) è finita, schiacciata contro la pensilina di un bus a Genova dall’auto di Jorge Wilson Cevallos Valverde, 35 anni, un sudamericano che ubriaco e probabilmente sotto l’effetto della cocaina ha perso il controllo della sua auto travolgendolo e uccidendolo sul colpo. Via Canepari, periferia di Genova, attraversa il quartiere popolare di Certosa. Degradato, difficile, dove forte è la presenza di residenti sudamericani. Sono le 11 del mattino quando Jorge Wilson Cevallos Valverde sulla sua Fiat Stilo arriva sparato su via Canevari. È ubriaco: ha passato tutta la notte con i suoi amici alla ‘fiesta’ a base di birra e, probabilmente, di cocaina. Perde il controllo dell’auto ma accelera ancora. L’auto sbanda, finisce contro il marciapiede, si schianta contro la pensilina del bus dove Buttaro è fermo, in piedi, a aspettare la corriera. Un attimo, e l’ex finanziere è morto. La gente comincia a correre, a gridare, c’è chi chiama la polizia chi i vigili urbani chi l’ambulanza. I medici provano a rianimare Buttaro, ma non c’è più nulla che possano fare. Troppo gravi le ferite, l’urto l’ha ucciso. Cevallos Valverde perde i sensi e quando arriva la polizia municipale viene portato subito all’ospedale: proprio lì le analisi diranno che ha nel sangue il triplo di alcol previsto dalla legge, 180 contro 50, e tracce di cocaina. In poche parole è ubriaco e probabilmente drogato. Il magistrato di turno ne dispone l’arresto per omicidio colposo aggravato. Cevallos Valverde finisce nel carcere di Marassi. Intanto nel quartiere di Certosa si accende la rivolta: i residenti di via Canepari, contenuti dalla polizia municipale, bloccano la strada e gridano di voler incontrare il sindaco. Protestano contro l’elevato numero di incidenti e risse provocati nei fine settimana dai sudamericani che dopo le fieste si ritrovano completamene ubriachi. Un portavoce del gruppo di cittadini ha detto che «dopo i funerali faremo una fiaccolata per le strade di questo quartiere contro il degrado di questo quartiere. Nessuno ha dimenticato che pochi anni fa era stato ucciso per caso un passante massacrato di botte da un giovane sudamericano per una prova di coraggio chiesta da una ‘pandilla’, una banda». La manifestazione si è conclusa poco prima delle 20, la strada riaperta. E i cittadini hanno ribadito il loro no al degrado: «alla fiaccolata – hanno detto andandosene – dovrà venirci anche il sindaco».

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