| categoria: politica

Viterbo come Roma, il Pd e l’opposizione pronti a sfiduciare il sindaco Michelini

Viterbo come Roma, martedì incontro nella capitale con i vertici del Pd, poi ci potrebbe essere la caduta dell’amministrazione Michelini. Sette consiglieri democrat sarebbero pronti a dimettersi insieme ai colleghi dell’opposizione davanti al notaio. Si tratta solo di capire cosa diranno il vice di Matteo Renzi, Lorenzo Guerini, e il segretario regionale Fabio Melilli alla delegazione viterbese del partito guidata dal capogruppo Francesco Serra. Poi i sette dem dissidenti (che però in aula nel Pd sono maggioranza) si vedranno per decidere come e quando chiudere l’esperienza. A metà corsa, dopo 20 anni di destra. L’ipotesi più probabile non è la mozione di sfiducia, riproposta dal Movimento Cinque Stelle, ma proprio il modello Marino: un notaio, le 13 firme dell’opposizione e le 7 dei democrat ribelli. In tutto 20, anche se ne basterebbero 17. Di certo non sono intenzionati ad attendere il 24 febbraio, ultimo giorno utile per evitare le urne il 12 giugno. L’alternativa è dimettersi in aula (il consiglio si volgerà al massimo il 2) al cospetto della segretaria generale, soluzione più politica.

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