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Frosinone, sempre più precario il Pronto Soccorso, i Nas controllano

Se la situazione della sanità ciociare è sempre più esplosiva e il commissario straordinario Macchitella fatica a tenere sotto controllo la situazione il Pronto Soccorso del capoluogo scoppia. E i carabinieri del nucleo antisofisticazione di Latina hanno compiuto un blitz all’ospedale Spaziani per verificare la situazione nel reparto di emergenza, che è sempre più in difficoltà per carenza di personale. Gli uomini del tenente Maurizio Santori hanno passato al setaccio il pronto soccorso verificando le condizioni in cui si trovano i pazienti ed esaminando tempi di accesso e d’attesa. I controlli si sono estesi anche al personale in servizio e ai farmaci obbligatori. Nulla è trapelato sulle eventuali irregolarità riscontrate. MaLe giornate «infernali» al pronto soccorso di Frosinone ormai non si contano più. Quasi ogni giorno si registra il caos (mercoledì pomeriggio gli accessi erano già 80, al quarto posto nel Lazio dopo l’Umberto I di Roma , Tor Vergata e il policlinico Gemelli), con troppi utenti e poco personale: mancano almeno 15 medici e insufficiente è anche il numero degli infermieri. La struttura «scoppia» soprattutto il sabato e la domenica: non ci sono posti a disposizione e, con le lunghe attese (anche di ore), non mancano momenti di tensione. Spesso le ambulanze restano in «coda», perché non possono affidare i pazienti. A mettere in forte affanno il pronto soccorso dello Spaziani è soprattutto la situazione in cui si trovano gli altri ospedali della provincia (specie quelli più vicini al capoluogo), che porta sempre più utenti a farsi assistere al nosocomio del capoluogo.

Cgil: situazione drammatica

Un quadro, dunque, assai difficile e che provoca contestazioni di sindacati e forze politiche. «Il pronto soccorso scoppia – dice Beatrice Moretti (Cigl-Fp) – perché i reparti non funzionano: mancano i primari e non ci sono dimissioni dei degenti tutti i giorni. E la situazione degli organici è drammatica, con gli infermieri, già in numero ridotto, che devono fare anche gli accompagnatori dei pazienti per gli esami specialistici». Ma c’è di più. «Un altro aspetto preoccupante – continua la sindacalista – è che non ci sono ancora i percorsi dedicati per pediatria e ostetricia: li chiediamo da mesi, ma non si fanno. Così spesso donne in gravidanza e bambini restano in quel girone infernale. Il governatore Zingaretti – conclude Moretti – intervenga quindi con la massima urgenza per garantire più efficienza negli altri ospedali di Anagni, Alatri e Sora, perché così a Frosinone non si può più andare avanti. E la risposta non è certo nelle case della salute».

27 gennaio 2016 | 17:43

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