| categoria: economia

INTESASANPAOLO/ La compagnia vuole presidente e cda ad alto livello

Nessun nome in pole position per Intesa Sanpaolo, ma un impegno chiaro: «il presidente e il nuovo board della banca devono essere di altissimo livello, all’altezza, con le migliori competenze ed esperienze possibili». Parola di Luca Remmert, presidente della Compagnia di San Paolo, primo azionista della banca. «Il mio auspicio è che si costituisca una lista comune con i fondi. È una possibilità da non escludere», spiega Remmert che chiude il suo mandato alla guida della fondazione con numeri importanti: erogazioni pari a 536 milioni di euro, l’80% in Piemonte, oltre 3.200 progetti sostenuti e per il 2016 stanziamenti che superano i 153 milioni, in aumento di oltre il 10%. I nomi circolati finora sono tre: l’attuale presidente del consiglio di gestione Gian Maria Gros-Pietro, Fabrizio Saccomanni e Domenico Siniscalco. Remmert non si sbilancia. «Tutti nomi di grandissima levatura, hanno un curriculum che può andare bene per quel ruolo. Che sia una scelta interna o esterna non fa differenza, dobbiamo scegliere le persone migliori». E la fondazione vuole dare il suo «contributo alla scelta» perché «la banca se lo merita, ne ha bisogno e noi sentiamo la responsabilità di questo». «Nessun cartello o tavolo» con le altre fondazioni azioniste, ma l’obiettivo è trovare una soluzione condivisa da tutti i soci. «Ci sentiamo con tutti gli azionisti – spiega Remmert – i nostri contatti sono incrociati nella logica di costruire una grande squadra. I fondi sulla governance hanno un atteggiamento più distaccato, ma penso che, trattandosi della più grande banca italiana, vogliano sentirsi rappresentati». Il presidente della Compagnia ricorda che in ballo non c’è solo la presidenza: «l’attenzione è tutta focalizzata su questo ma il board sarà ancora più importante. Ce lo dicono anche i paletti di Banca d’Italia e della Bce e lo Statuto». E aggiunge: «Sulla governance abbiamo fatto il nostro compito, i tempi sono stati rispettati in modo perfetto. Lo Statuto è stato approvato da Banca d’Italia e dalla Bce. Oggi non ci resta che percorrere l’ultimo miglio, la scelta gli uomini giusti». Remmert definisce Intesa «una banca molto a posto, con una gestione attenta e oculata. Per noi è stato un investimento profittevole». Nessuna fretta di dismettere la quota. «Non escludiamo nessuno strumento, l’unico obiettivo è massimizzare il profitto da questa operazione. Saremo attenti all’andamento del mercato e alla politica dei dividendi».

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