| categoria: sanità Lazio

Ci risiamo, il San Raffaele sventola la minaccia dei 1200 licenziamenti

Il gruppo Tosinvest, famiglia Angelucci, sta per acquistare Il Tempo (mandando a casa mezza redazione), lo stesso gruppo, che quando opera in sanità si chiama San Raffaele, vantando dei crediti, giustificati, dalla Regione Lazio, per l’ennesima volta entra gamba tesa nella vertenza annunciano 1200 licenziamenti. La questione era rimasta silente per mesi, ora qualcosa evidentemente è successo e dal quartier generale di Val Cannuta i vertici Tosinvest spingono nuovamente il piede sull’acceleratore. I sindacati alzano la voce e danno l’allarme: “Da proprietà San Raffaele atteggiamento inaccettabile, si va verso 1200 licenziamenti”.
La Cabina di Regia della Regione, riferiscono i sindacati confederali, ha chiesto di prorogare la procedura di 15 giorni per definire le questioni ancora irrisolte. La proprietà ha rifiutato la proposta, insistendo nel voler sottoscrivere un verbale di mancato accordo”. E la conseguenza “sarà che nei prossimi 120 giorni i vertici aziendali potranno procedere al licenziamento collettivo di tutti i 1200 lavoratori”. Di nuovo barricate, di nuovo muro contro muro, per vedere chi bluffa e chi fa sul serio, con dipendenti e pazienti sull’orlo di un abisso. L’esame congiunto previsto dalla procedure di licenziamento collettivo riguardante tutto il personale del gruppo San Raffaele si è chiuso con un nulla di fatto. All’incontro ha preso parte, oltre alla proprietà del gruppo e ai sindacati, la rappresentanza della Cabina di regia per la Sanità della Regione Lazio. La parte datoriale ha tenuto una linea di scontro, irremovibile. Di conseguenza la chiusura della procedura di mobilità con un mancato accordo, sottolineano i sindacati, “dà mani libere alla proprietà per procedere nei prossimi 120 giorni al licenziamento collettivo di tutti i 1200 lavoratori, oltre a quanti operano in libera professione e nell’indotto: pulizie, mense, manutenzioni, ecc. Riteniamo improponibile la chiusura in toto delle strutture facenti capo al Gruppo San Raffaele per i costi in termini sociali e di assistenza alla cittadinanza che ne deriverebbero”. I confederali chiedono quindi un immediato intervento della Regione Lazio e della Prefettura che “scongiuri tale evenienza ed apra contemporaneamente un tavolo di crisi per valutare e predisporre soluzioni alternative che permettano la continuità assistenziale, nel caso non sia possibile comporre il contendere con il Gruppo. Se non ci saranno risposte immediate – conclude la nota – la nostra mobilitazione non potrà che crescere di intensità”.

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