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MAFIA/ Ciancimino, dopo Capaci i Ros volevano avviare un dialogo con Cosa Nostra

«Dopo la strage di Capaci, a fine maggio 1992, incontrai in aereo il capitano del Ros Giuseppe De Donno che mi chiese un incontro con mio padre per avviare, con i vertici di Cosa nostra, un dialogo per trovare un accordo per fare cessare le stragi mafiose». Lo ha detto Massimo Ciancimino proseguendo la deposizione al processo sulla Trattativa Stato-mafia. «De Donno voleva aprire un canale di dialogo privilegiato attraverso mio padre – dice Ciancimino – e il capitano mi disse anche che poteva essere l’occasione per aggiustare alcune cose che ci riguardavano, come la confisca dei beni. De Donno mi disse anche che i ‘tempi erano stretti’ e che avremmo dovuto fare presto». «Attraverso mio padre cercavano un dialogo con esponenti di spicco di Cosa nostra come Provenzano – dice ancora il figlio di don Vito – Quando lo raccontai a mio padre rimasi molto sorpreso dalla sua reazione. Non fu per nulla stupito da questa richiesta. Anzi, era come se aspettasse questa richiesta. Mio padre mi disse di prendere un appuntamento con il ‘signor Franco’ per avere altre informazioni».

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