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La salma di Regeni è arrivata a Roma. Lontani dalla verità

Il corpo di Giulio Regeni è arrivato a Roma. Poco dopo le 13,40 di sabato è arrivato all’aeroporto di Fiumicino sull’aereo di linea della Egypt Air proveniente dal Cairo. Ad attendere allo scalo romano il ministro della Giustizia Andrea Orlando che ha accolto i suoi genitori. Loro però sono diretti a casa, a Fiumicello, il corpo del dottorando di 28 anni dovrà fermarsi per essere sottoposto all’ulteriore autopsia. La salma nel pomeriggio di sabato è stata trasferita all’Istituto di medicina legale dell’università La Sapienza.

Il feretro è transitato poco dopo le 15 davanti al Cerimoniale di Stato dell’aeroporto di Fiumicino. Il carro funebre si è fermato per pochi minuti davanti all’entrata della sala di rappresentanza. I genitori vicini tra loro si sono avvicinati alla bara accarezzandola.

Nella struttura dello scalo romano destinata ad ospitare capi di Stato e di governo, oltre a Orlando, c’erano il senatore Pier Ferdinando Casini e il responsabile dell’unità di Crisi della Farnesina, Claudio Taffuri.

“Sono qui per affermare il mio profondo cordoglio e quello del Governo, e la vicinanza alla famiglia Regeni. Ma sono qui anche per affermare la volontà del governo affinché sia raggiunta al più presto al verità e che sia fatta giustizia”, ha detto Orlando. “Per questo – ha aggiunto – chiediamo piena collaborazione alle autorità egiziane e chiediamo loro di agire con determinazione, trasparenza e rapidità. Da parte nostra abbiamo assicurato da subito una disponibilità alla cooperazione: lo hanno fatto le forze dell’ordine presenti al Cairo e lo hanno fatto le nostre autorità giudiziarie impegnate per competenza alla ricerca della verità, nell’ambito dell’ordinamento italiano”.

Dell’inchiesta sulla tragica morte del dottorando italiano è tornato a parlare il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni: “A quanto risulta dalle cose che ho sentito sia dall’ambasciata sia dagli investigatori italiani che stanno cominciando a lavorare con le autorità egiziane, siamo lontani dal dire che questi arresti abbiano risolto o chiarito cosa sia successo. Credo che siamo lontani dalla verità”. “Credo che bisognerà lavorare, bisogna assolutamente che questo lavoro possa essere fatto insieme”, ha aggiunto il ministro.

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