| categoria: economia

In 29 in corsa per la acquisizione dell’Ilva, big in campo

Sono 29 i gruppi in corsa per rilevare le società e i complessi aziendali dell’Ilva Spa, attualmente in amministrazione straordinaria. L’elenco completo dei nomi non è stato reso noto perché non tutti verranno ammessi dai commissari straordinari alla «data room» e alla procedura di cessione che si concluderà il 30 giugno. Sono confermate le manifestazioni di interesse dei maggiori gruppi italiani del settore siderurgico, Marcegaglia, Arvedi ed Eusider. Confermata anche la manifestazione di interesse del gruppo Italo-Svizzero con sede a Lugano Trasteel. Accanto a queste ha rinnovato la sua manifestazione di interesse il gruppo anglo indiano Arcelor-Mittal che, durante la gestione commissariale di Piero Gnudi, aveva presentato, insieme a Marcegaglia un’offerta non vincolante. Nella lista anche Cassa Depositi e Prestiti che, come spiegato nei giorni scorsi dal sua a.d. Fabio Gallia, è disponibile a partecipare ad una cordata con una quota di minoranza. L’operazione di trasferimento dei complessi aziendali avviata oggi potrà essere perfezionata mediante cessione o concessione in affitto con opzione di acquisto dei medesimi complessi aziendali. Domani i commissari straordinari Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba renderanno noti i nomi delle aziende ammesse alla seconda fase della procedura che, come previsto dal bando, prevede la due diligence con l’accesso alla «data room» e ai siti produttivi del Gruppo. È prevista una «management presentation» organizzata da Rothschild, global advisor dell’operazione. Questa fase sarà completata entro il 31 marzo. A questo punto gli interessati avranno qualche settimana per presentare le offerte vincolanti. Offerte che saranno valutate dai commissari entro meta’ aprile. In questa fase gli stessi commissari straordinari, come e’ previsto dal bando, potranno, suggerire e favorire la creazione di una cordata. Non solo, il bando prevede che «sara’ comunque consentito costituire e/o modificare cordate – anche unendosi a soggetti che non abbiano manifestato interesse». Questa opzione dà la possibilità di far entrare partner finanziari, commerciali, fondi di investimento. Nel giorno in cui scadevano i termini per le presentazioni di manifestazioni di interesse i sindacati di categoria hanno proclamato uno sciopero di quattro ore negli stabilimenti del Gruppo di Taranto, Novi Ligure, Racconigi e Marghera. La manifestazione più importante a Taranto, la città la cui vita nel bene e nel male è legata al centro siderurgico più importante d’Europa. Le preoccupazioni dei lavoratori, ma anche degli amministratori locali e della stessa Confindustria tarantina, che ha partecipato con una sua rappresentanza alla manifestazione, sono rivolte a come sarà il futuro dell’Ilva. Se i nuovi proprietari riusciranno a coniugare la produzione, e quindi i livelli occupazionali, con le tutele ambientali e di salute previsto dall’Aia. Al termine delle manifestazioni i sindacati hanno chiesto un incontro urgente al premier Matteo Renzi. Mentre il presidente della regione Puglia Michele Emiliano ha ricordato che sarà istituito con Regione, sindacati e istituzioni locali, un tavolo permanente per verificare le fasi della cessione dell’Ilva.

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