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LIBIA/ Dalla rivoluzione anti-Gheddafi a Sarraj

Dalla rivoluzione del 17 febbraio 2011 alla nuova lista dei ministri del governo-Sarraj, ecco una cronologia dei cinque anni delle due guerre civili libiche * 2011, febbraio: ispirata dalle rivolte in paesi arabi come Tunisia ed Egitto, a Bengasi scoppia la rivoluzione libica contro il rais Muammar Gheddafi che si estendono a tutto il paese. Il 17, data simbolo della rivoluzione, si contano le prime vittime della repressione. – marzo: il Consiglio di sicurezza dell’Onu autorizza no-fly zone e raid aerei a guida Nato per proteggere i civili. – agosto: i ribelli espugnano il suo compound a Tripoli e Gheddafi fugge. – ottobre: il 20 colonnello è catturato e ucciso quando gli insorti prendono la sua città natale, Sirte, dove si era rifugiato. Tre giorni dopo la Libia è dichiarata «libera» dal Consiglio nazionale di transizione (Cnt). * 2012, agosto: Il governo di transizione passa i poteri al Congresso generale nazionale (Gnc) eletto a luglio – settembre: l’ambasciatore Usa, Christopher Stevens, e tre altri americani rimangono uccisi nell’assalto alla sede diplomatica e a un compound a Bengasi compiuto dalle milizie jihadiste. * 2014, febbraio: proteste contro il Gnc che non vuole sciogliersi dopo la fine del mandato. – maggio: l’ex generale Khalifa Haftar lancia l’assalto agli islamisti che controllano Benghasi (ancora in corso). – giugno: in elezioni con bassa affluenza e sconfitta degli islamisti, viene eletto un nuovo parlamento. – luglio: scoppia la guerra tra le milizie di Zintan e quelle filo-islamiche di Misurata per il controllo di Tripoli. L’Onu si ritira, chiudono ambasciate, stranieri evacuati. L’Isis prende Derna. – agosto: il nuovo Parlamento, riconosciuto dalla comunità internazionale, e il suo governo sono costretti a insediarsi a Tobruk, in Cirenaica (est). Le milizie filo-islamiche di Fajr Libya impongono un governo ‘parallelo’ a Tripoli. – settembre: a Ghadames primi colloqui indiretti mediati dall’Onu fra Tripoli e Tobruk. Con molte interruzioni dureranno 16 mesi. * 2015, febbraio: L’Isis decapita 21 copti e, per reazione l’Egitto bombarda Derna. Lo Stato islamico prende Sirte. A dicembre viene siglata in Marocco l’intesa su un’esecutivo di unità. Fayez al Sarraj è il premier designato. * 2016, gennaio: Onu annuncia il nuovo governo che però il 25 non ottiene la fiducia del Parlamento di Tobruk che chiede un esecutivo più snello. – febbraio: Sarraj presenta una nuova lista di ministri.

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