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Turbativa d’asta e rivelazione di segreti d’ufficio, domani tocca all’ex capo di gabinetto di Zingaretti

i riflettori si sposteranno per illuminare la Corte che dovrà giudicare il numero due di Nicola Zingaretti. Maurizio Venafro si dovrà difendere davanti alla Seconda Sezione Penale dall’accusa di turbativa d’asta e rivelazione di segreti d’ufficio. Secondo l’impianto accusatorio, l’ex capo di gabinetto, dimessosi dall’incarico il 24 marzo dello scorso anno, sarebbe sceso a patti con il centro destra per spartirsi l’appalto più remunerativo della Regione Lazio: quello sul Recup, il centro unico di prenotazione. La gara fu poi sospesa su iniziativa di Zingaretti dopo gli sviluppi dell’inchiesta su Mafia Capitale. Alla sbarra insieme a lui anche Mario Monge, presidente del consorzio di cooperative Sol.Co.
Il legale di Venafro, Maurizio Frasacco, aveva chiesto la riunione dei procedimenti con Mafia Capitale, ma la presidente della X sezione penale del Tribunale di Roma, Rosanna Ianniello, aveva respinto l’istanza. Al processo sono stati ammessi a partecipare come parti civili la Regione Lazio, la cooperativa Capodarco e la Assoconsum.

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