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La Corte dei Conti gela Renzi: “Frena calo del deficit, spending parziale insuccesso”

Il percorso di riequilibrio dei conti dell’Italia resta «impegnativo» sotto il peso dei deludenti tagli della spesa pubblica, che hanno ridotto la qualità dei servizi senza efficaci alleggerimenti per la macchina statale. E incide anche la rinnovata incertezza che aleggia sull’economia globale. È l’allarme lanciato dal presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri all’inaugurazione dell’anno giudiziario. «Per i prossimi anni il profilo programmatico di riequilibrio della finanze pubbliche resta impegnativo», avverte, soffermandosi sulla declacle della spending review. «Il parziale insuccesso o comunque le difficoltà incontrate dagli interventi successivi di revisione della spesa» sono «anche imputabili ad una non ottimale costruzione di basi cognitive sui contenuti, sui meccanismi regolatori e sui vincoli che caratterizzano le diverse categorie di spesa oggetto dei propositi di taglio» sottolinea Squitieri che annuncia per marzo un rapporto della Corte sulla spesa. Al governo si chiedono tagli efficaci, pur nella consapevolezza che i margini di intervento sono stretti. Il quadro di finanza pubblica «impone ancora di trovare spazi per correzioni non marginali della spesa, anche per affrontare la questione complessa del carico fiscale», afferma. Impresa ardua, considerando che «nei prossimi anni i margini di risparmio dal lato delle spese potrebbero rivelarsi limitati». L’indice è puntato contro tagli che hanno provocato «un progressivo offuscamento delle caratteristiche dei servizi», operazioni «di contrazione se non di soppressione di servizi alla collettività», insiste Squitieri. Nel mirino anche la giungla delle oltre 8mila partecipate. Dati alla mano, Squitieri spiega che «meno del 20% dei Comuni ha dichiarato di non possedere partecipazioni; di queste poco più di un terzo riguarda i servizi pubblici locali pur rappresentando una parte significativa del valore della produzione (più del 70% dell’importo complessivo); netta è la prevalenza degli affidamenti in house, essendo risultato irrisorio il numero di servizi affidati con gara (meno di 100 a impresa terza e 400 a società mista su un totale di 26mila)». Risparmi di spesa necessari anche alla luce del fatto che l’Italia ha esaurito «i margini di flessibilità acquisiti in sede europea». Dal riequilibrio dei conti ai tagli della spesa le sfide che l’Italia ha davanti sono rese ancora più difficili da uno scenario economico pieno di incognite. «Pur nella rassicurante acquisizione di un’economia ormai uscita dalla recessione connessa alla crisi del debito sovrano, le vicende più recenti confermano il permanere di un quadro ad alto contenuto di incertezza, soprattutto riguardo allo scenario internazionale», rileva Squitieri. Il quadro economico mondiale «è cambiato piuttosto bruscamente» generando «nuovamente incertezza sul futuro» insiste, sottolineando infine l’importanza che «l’azione di tutte le istituzioni sia indirizzata a volgere in positivo le aspettative degli operatori, rinsaldando la fiducia nello Stato e la credibilità del paese».

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