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Confindustria, bocche cucite o candidati esclusi

L’avvertimento dei ‘tre saggi’ e dei probiviri di Confindustria ai candidati alla presidenza è durissimo: bocche cucite o fuori dalla competizione per il vertice di via dell’Astronomia. Diffondere documenti (come i programmi per l’elezione), parlarne in interviste, partecipare a trasmissioni tv se non per ragioni legate alla propria azienda, saranno «motivi di automatica esclusione dalla partecipazione al processo di rinnovo della presidenza». È scritto in modo netto – come risulta all’ANSA – nelle due pagine di una lettera inviata oggi da via dell’Astronomia. È un vincolo pesantissimo sul futuro del confronto elettorale, che si vuole rigidamente confinato tra le mura del sistema associativo, senza che nulla trapeli all’esterno (anche se prevede anche dibattiti di fronte a centinaia di imprenditori, ai tempi degli smartphone e dei social network). Ed è una bacchetta che, per la straordinaria ampiezza del divieto, non esclude nessuno se non l’unico dei quattro candidati che fino ad oggi è restato letteralmente a bocca chiusa, Vincenzo Boccia, il solo sulla cui posizione non è filtrato assolutamente nulla. Gli altri sono tutti chiamati in causa, chi per peccati assolutamente veniali chi per aver interpretato il varo di nuove regole, con la recente riforma Pesenti, come un via libera sul fronte mediatico. In un clima di incertezza dopo la riforma, che per la prima volta consente di candidarsi ma evidentemente non anche una libera campagna elettorale (prima le candidature potevano emergere solo su invito dei ‘saggi’ dopo la consultazione del sistema), i candidati fino ad oggi si sono comportati in modo radicalmente diverso: dal comunicato che anticipava la disponibilità a scendere in campo di Alberto Vacchi, alle interviste su diversi quotidiani di Aurelio Regina, ai programmi elettorali (i cui contenuti sono poi trapelati all’esterno) di Marco Bonometti e dello stesso Regina. La lettera dei saggi non fa nomi, nè cita circostanze specifiche (se non un riferimento alle notizie filtrate dal confronto tra candidati di ieri a Torino, a porte chiuse ma di fronte ad una platea affollata). In ogni caso la bacchetta c’è ed è dura: «Si è già prodotta qualche oggettiva e grave diversione rispetto a linee di azione che avrebbero dovuto essere avvertite come inderogabili ed insuperabili». Lo stop è intimato con toni severi: «Il nostro sistema associativo rischia – scrivono infatti saggi e probiviri – di riportare pesanti ed irreparabili danni da una esposizione mediatica del livello che si sta generando in queste ore, con prospettive di ulteriore rinforzo»

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