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Trump in South Carolina, nulla mi fermerà

«South Carolina, non vi dimenticheremo mai», perché avete contribuito alla vittoria che si prospetta. L’appuntamento il giorno dopo il trionfo di Donald Trump a Spartanburg è al Market Pavillion Hotel di Charleston, per lo show Morning Joe di Msnbc, primo dei salotti televisivi domenicali ad ospitare il vincitore delle primarie repubblicane in South Carolina. La trasmissione e’ una specie di ‘town hall’ dove a fare le domande è una platea di esperti ed osservatori: protagonista il tycoon newyorkese, che nella notte, dopo il brindisi nella cittadina di 37 mila abitanti enclave evangelica della South Carolina, é volato ancora più a sud. La pagina è voltata: Nel pomeriggio Trump parla ai suoi sostenitori dal World Congress Center di Atlanta, in Georgia, prima di fare rotta verso il Nevada, dove martedì si terranno i caucus, le assemblee di elettori, del Grand Old Party (Gop). In mattinata, invece, al tutto esaurito nella Tea Room dell’albergo di Charleston si aggiunge la folla che dalle prime ore del mattino si è accalcata davanti all’ingresso dell’elegante costruzione nel quartiere francese. «In realtà non sono un suo fan, ma ha un modo di parlare e di rivolgersi al cuore della gente che mi ha spinto a votarlo», dice Joshua, un signore di mezz’età che stringe la mano al figlio di dieci anni. «Ero due giorni fa a Myrtle Beach – continua – è lì che mi sono convinto». Marion, 30 anni, tra poco sarà mamma, e per lei è giunto il momento che «l’America prenda sul serio il fenomeno Trump». La voce contro invece e’ di Louise, sostenitrice di Marco Rubio: «secondo me il fuoco di paglia del miliardario si spegnerà quando il Paese capirà di aver bisogno di un vero Commander in Chief – spiega – Sarà decisivo lo spostamento di chi lascerà la corsa». Intanto, il re del mattone in collegamento con gli anchor di Msnbc fa il mattatore e manda in visibilio gli spettatori. «Sono sorpreso anche io di aver ottenuto un margine così enorme, perché gli spot pubblicitari contro di me sono stati brutali negli ultimi giorni», chiosa. Poi torna sulla questione del battibecco con Papa Francesco e dice: «in realtà sono onorato che abbia parlato di me, perche’ di solito parla di cose più importanti di Donald Trump». Su Twitter, invece, si scaglia contro il Wall Street Journal, che lo aveva dato in forte calo nei confronti di Cruz, e gli consiglia di «licenziare i suoi sondaggisti e il suo consiglio di amministrazione». Ma la domenica di Charleston e’ anche quella del cambio di colori, dal rosso repubblicano al blu dei democratici: blu, come il pullmino di Bernie Sanders, che gira per le vie del centro in vista del voto delle primarie in calendario il 27 febbraio, mentre il senatore socialista è volato a Greenville per il primo comizio nello Stato. Anche i volontari di Hillary Clinton sono già al lavoro in South Carolina per blindare il vantaggio dell’ex first lady attraverso una propaganda capillare sul territorio. La Clinton approda nello Stato del sud con un forte consenso della comunità afroamericana, che qui potrebbe addirittura consentirle di mettere una seriea ipoteca sulla partita delle primarie. (ANSA).

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