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Anticorruzione ‘al verde’, Cantone: I fondi li abbiamo ma non possiamo spenderli

“Noi i fondi li abbiamo, non abbiamo la possibilità di spenderli per una serie di norme all’italiana. Non è assolutamente un’indicazione polemica”. Lo ha detto Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), parlando con i giornalisti a Firenze, nella sede della Regione, a proposito dei fondi dell’istituzione che non possono essere spesi.”Noi siamo autofinanziati dal mercato, non graviamo sul bilancio pubblico, se non in piccolissima parte – ha aggiunto Cantone – Abbiamo la possibilità di spendere i soldi che abbiamo e abbiamo la necessità in questo momento storico di dover rinforzare alcuni uffici, chiediamo la possibilità di poter spendere i soldi”.La relazione che è stata pubblicata oggi dai giornali, ha precisato il presidente dell’Anac, “non è stata inviata ai giornali, era stata inviata alla Corte dei Conti ed è pubblicata sul nostro sito già da dieci giorni, quindi nessuna novità per quanto ci riguarda”.Relazione che “non voleva essere polemica nei confronti di nessuno, voleva presentare il piano di riordino e anche po’ evidenziare un paradosso: noi per una legge che abbiamo eseguito, abbiamo dovuto fare una serie di risparmi molto significativi. Adesso, però, abbiamo la necessità di dover mettere in campo un’azione forte collegata anche a una serie di nuove competenze, come quella del nuovo codice dei contratti abbiamo bisogno di utilizzare i soldi che abbiamo”. “Noi come autorità siamo oltre il 90% autofinanziati dal mercato, dobbiamo avere la possibilità di spendere i soldi che abbiamo – ha aggiunto Cantone – Non si tratta di dover chiedere i soldi a nessuno, di dover fare un aggravio al bilancio pubblico, c’è bisogno solo delle condizioni per poter utilizzare i soldi che abbiamo”. E ha poi ricordato che l’Anac registra “una carenza di organico: il nuovo codice dei contratti prevede un potere molto significativo e ci richiede anche delle competenze e un rinnovamento del personale, che non vede un concorso da tantissimo tempo”.

Una carenza di organico che è stata stimata in 50 persone. “Non pensiamo che si debbano assumere tutti e 50 subito, ma se già potessimo fare un concorso di 10-15 persone con qualifiche specifiche che sono giuridiche e tecniche – ha spiegato Cantone – questo ci sarebbe utilissimo per alleviare il carico di lavoro degli uffici e soprattutto per affrontare le sfide del nuovo codice in condizioni ideali”. “Nessuna polemica con nessuno, ma l’obiettivo di poter lavorare meglio nell’interesse del Paese. Se ci danno i compiti ci vogliamo assumere le responsabilità, consentendoci che vengano gestite nelle migliori condizioni possibili”, ha concluso Cantone.

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