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Bologna, continua la guerra dei collettivi a Panebianco, il docente scortato

A Bologna è protesta continua. I collettivi universitari proseguono durante tutta la giornata con occupazioni, presidi e cortei la loro personale opposizione al professore Angelo Panebianco per criticare, ancora una volta dopo le due contestazioni in aula, l’opinione del politologo. Nel frattempo in Prefettura il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Bologna ha deciso di adottare misure per la tutela del docente. In mattinata il collettivo Cua, protagonista della prima contestazione di lunedì, ha occupato la vicepresidenza della facoltà di Scienze politiche per alcune ore. Gli antagonisti, una quindicina, hanno discusso in modo acceso davanti alle telecamere con il prorettore, Mirko Degli Esposti, che incalzato dai giovani ha risposto alle dure critiche.

Nel pomeriggio poi i ragazzi del Cua si sono riuniti in un’assemblea che non era stata autorizzata dall’università. Poco dopo il collettivo autore della seconda interruzione a Panebianco, Assemblea di scienze politiche – vicino ad Hobo – ha iniziato la sua protesta, dando l’impressione di voler rivaleggiare nella gestione delle contestazioni con l’altro collettivo. I ragazzi, circa 30, hanno bloccato la centrale Strada Maggiore congestionando il traffico per alcuni minuti e hanno intonato cori contro il docente: si sono poi riuniti in un’aula autogestita, intitolata proprio oggi a Giulio Regeni. L’appuntamento è rimandato ora a lunedì, quando gli antagonisti si ritroveranno in presidio davanti all’aula di Santa Lucia, dove è in programma l’inaugurazione dell’anno accademico. Anche per questo appuntamento il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si è riunito alla presenza del rettore dell’Alma Mater, Francesco Ubertini, ha preso dei provvedimenti per garantire la sicurezza. C’è ovvio riserbo sulla qualità delle misure, soprattutto per quelle che riguardano Panebianco, ma sono state comunque definite dal prorettore «normali».

Di certo, come ha assicurato più volte Ubertini, sia le lezioni che l’apertura dell’anno dell’Ateneo si svolgeranno regolarmente. Panebianco, che ha ricevuto nei giorni scorsi numerosi attestati di solidarietà, è intervenuto sulle proteste con un articolo sul Corriere della Sera, in cui – oltre a tornare dettagliatamente sui temi per cui era stato criticato – si è detto «scosso», ma «non intimidito». Ed ha sottolineato quello che in molti, anche tra gli studenti dell’università, pensano: «Quei gruppuscoli hanno ottenuto la pubblicità di cui erano alla ricerca». Una critica a Panebianco è arrivata invece da Mario Capanna, uno dei leader del ’68: «L’esperienza del passato è utile – ha detto ai microfoni de La Zanzara – Libera contestazione in libera università, i professoroni come Panebianco non amano il confronto. Quello che hanno fatto gli studenti non è un delitto». «Panebianco è un bellicista – ha aggiunto – ha scritto che le unificazioni politiche non si fanno col burro ma con i cannoni. Panebianco è libero di essere bellicista, ma gli studenti che lo contestano hanno il diritto di chiedergliene conto!».

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