| categoria: Cultura

Brutti, sporchi e cattivi – parte seconda

Mi capita spesso di utilizzare internet (e nello specifico la piattaforma di YouTube) per rivedere video e foto di venti, trenta o anche quarant’anni fa legati a posti che ho frequentato durante l’infanzia e che col tempo hanno subìto delle trasformazioni più o meno profonde. Recentemente la memoria mi ha posto davanti agli occhi un titolo che rappresenta uno dei film più riusciti di Ettore Scola, il celebre regista venuto a mancare lo scorso gennaio: Brutti, Sporchi e Cattivi del 1976. Questa pellicola, avente come protagonista uno straordinario Nino Manfredi, fu girata, per quanto riguarda l’ambientazione esterna, sulla collina del parco Monte Ciocci che divide il quartiere Aurelio dalla Balduina. La storia narra le vicende di una famiglia composta da circa venticinque persone che, nei primi anni ’70, vive nella periferia romana tra baracche e miserie tanto morali quanto materiali. Ricordo di aver visto questo film tanti anni fa e di aver provato una certa curiosità nel vedere un pezzo del mio quartiere trasformato a set cinematografico. E la stessa emozione l’ho provata giorni fa, anche perché oggi, dopo anni di abbandono, la collina è tornata ad essere perlomeno aperta al pubblico. Nel film si possono chiaramente vedere i vecchi gradini che portavano sulla sommità, dove sorge una scuola per periti agrari, i binari sul vecchio ponte ad archi della linea Roma-Viterbo (oggi non più presenti perché “spostati” sul nuovo ponte che fa da stazione sempre per la stessa tratta) ed in lontananza il già attivo distributore Agip su via Angelo Emo, e poco prima quello della Mobil smantellato alla fine degli anni Ottanta. Ciò che mi ha fatto riflettere è stata la minima differenza che passa tra quell’ambiente riprodotto magistralmente da Scola e la realtà odierna. Andiamo con ordine: laddove il Regista aveva costruito la baraccopoli da qualche anno è stato realizzato un parco (in buona parte già abbandonato a sé stesso) con un percorso pedonale che porta ad una splendida visuale di Roma; il ponte ad archi della Roma-Viterbo, ormai in disuso dai primi anni ’90, dovrebbe diventare una pista ciclabile, ma per il momento è la dimora di alcuni sbandati che, proprio a ridosso della collina, hanno tirato su le loro baracche. La pellicola, in certe inquadrature mostra la vecchia fornace di Baldo degli Ubaldi. Questa è ancora oggi visibile e sul costone del monte che insiste proprio sulla costruzione vi sono altre baracche dei nuovi Brutti, Sporchi e Cattivi che hanno eletto a proprio domicilio quel fazzoletto di verde. Sembra quasi che quell’area dal ’76 al 2016 abbia avuto in sorte (per finta o per davvero) l’accoglienza di poveri cristi e la rappresentazione del degrado urbano. Infatti la zona era stata, fino al 1977, veramente occupata da baracche piene di sbandati e di operai che lavoravano presso i cantieri di via Baldo degli Ubaldi e Boccea. Ora un’importante trasformazione sta avvenendo: è iniziato il cantiere per la costruzione di un nuovo centro commerciale che dovrebbe bonificare l’intera area (sotto tutti i punti di vista) e portare alla creazione di nuove strade volte a fare da raccordo tra l’Aurelio e la Balduina. Speriamo dunque che il “set cinematografico” rimasto in piedi anche dopo l’ultimo ciak della pellicola possa essere definitivamente smantellato e che, proprio a due passi da San Pietro, Roma possa avere un quartiere in grado di fare da “biglietto da visita” della Città Eterna. Stefano Boeris

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