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Gli iraniani alle urne, grande affluenza: prolungata l’apertura dei seggi

Gli iraniani, quasi 55 milioni di elettori, hanno cominciato sin dalle 8, ora locale, di venerdì a votare per il rinnovo del nuovo Parlamento, il Majlis, e dell’Assemblea degli Esperti, l’organismo religioso cui spetta il compito di nominare la Guida Suprema. A smentire i timori di astensionismo, la televisione iraniana mostra lunghe file ad alcuni seggi di Teheran sin dal primo mattino e infatti in serata per la grande affluenza di elettori, i seggi sono ancora aperti in Iran. La prevista chiusura sarebbe dovuta avvenire alle 18 ora locale, le 15.30 in Italia, mentre alle 22 locali ci sono ancora lunghe file, come riporta l’iraniana PressTv.

Il leader supremo, l’ayatollah Ali Khamenei, è stato tra i primi a mettere la scheda nell’urna, quasi a volere dare il buon esempio.

«Consiglio agli iraniani di votare presto e di scegliere i candidati in maniera saggia, una grossa partecipazione rappresenta una sconfitta per i nostri nemici», ha detto l’ayatollah uscendo dal seggio. Anche il leader della lista dei riformisti-moderati, Mohammad Reza Aref, ha già votato. La speranza è quella di scalzare la maggioranza conservatrice-fondamentalista che ha controllato i 290 seggi del precedente Majilis. Il voto – il primo dall’accordo tra Iran, Usa, Ue e Consiglio di Sicurezza dell’Onu sul programma nucleare e la fine delle sanzioni – potrebbe contribuire e rafforzare, in caso di un’affermazione dei riformisti moderati, la politica di apertura al mondo perseguita dal presidente della Repubblica, Hassan Rohani. Molti candidati riformisti e moderati sono stati però esclusi dalla competizione elettorale dal Consiglio dei Guardiani, l’organismo composto da religiosi e giuristi islamici incaricato di controllare il Parlamento e la sua attività legislativa. Difficile prevedere i risultati per il Parlamento: tradizionalmente, nella aree rurali le preferenze vanno ai conservatori, mentre nelle città vi è un voto più favorevole ai riformisti. Appare più scontata invece una maggioranza di tradizionalisti nell’Assemblea degli esperti: di 800 aspiranti per la corsa elettorale, ne sono stati ammessi solo 163 per 88 posti, per lo più di area conservatrice. In alcuni collegi si voterà per un unico candidato.

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