| categoria: editoriale

Per favore, risparmiate a Roma Irene Pivetti

Ci mancava la disponibilità di Irene Pivetti a correre per il Campidoglio. Wikipedia le definisce conduttrice televisiva, giornalista e politica italiana , fra un mese compirà 53. Ma appartiene al passato, ad un passato lontanissimo. Non sanno cosa inventarsi per avvilire Roma e i romani. Se l’ex presidente della Camera è la carta segreta di Matteo Salvini (al quale Bertolaso non va proprio giù) siamo messi male. In assenza di personaggi carismatici, rassicuranti, autorevoli, competenti, si continuano a mettere in campo personaggi marginali. Certo, governare a trent’anni Montectorio presuppone nervi saldi e capacità di manovra. Ma erano altri tempi, la Pivetti si è riciclata in televisione, si è tagliata i capelli, ha assunto fisionomie e caratteristiche aggressive. Ma non ha mai convinto. Pensare a Roma nelle sue mani non è rassicurante. E intanto il tempo passa e non c’è chiarezza. Diecimila romani hanno partecipato alle primarie ( ha votato perfino l’avversario Marchini) leghiste, sono abbastanza per dare un peso a Salvini? Probabilmente no. Gli slalom del leader padano hanno finito per innervosire tutti nel centro destra e la confusione è enorme. Dall’altra parte della barricata è forse anche peggio, sei piccoli nani del Pd non fanno un candidato serio. Fassina? Non è una alternativa credibile. Marchini si trova a fare il battitore libero, destra, sinistra, non importa. Volano tutti basso. Dopo la meteora Dalla Chiesa aspettiamoci una Iva Zannicchi da riporto e chiudiamo con qualche calciatore del passato. I grossi calibri si tengono a distanza, tanto vale tenerci Tronca più a lungo possibile

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