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MIGRANTI CAOS/ Scontri a Calais e al confine greco-macedone

Alta tensione nella ‘giungla’ dei migranti a Calais: le operazioni di sgombero della parte sud sono state interrotte a causa degli scontri tra polizia, attivisti no-border e migranti. Dopo una mattinata relativamente calma il pomeriggio è degenerato negli scontri tra gli attivisti no-border, i migranti, e gli agenti incaricati di presidiare le squadre di operai giunte sul posto per smantellare tende e capanne di legno.
Secondo alcuni reporter la polizia ha risposto con i lacrimogeni al lancio di pietre da parte di “alcuni migranti” e “attivisti no-border”. Alcune baracche di fortuna sono state incendiate sprigionando una densa coltre di fumo nel cielo azzurro di Calais. Tre no border e un migrante minorenne sono stati fermati, ha riferito la prefettura parlando di tre agenti leggermente feriti.
Giovedì scorso, il tribunale amministrativo di Lille aveva dato il proprio via libera all’ordinanza della polizia per l’evacuazione della parte sud della ‘Jungle’ di Calais. Il governo di Francois Hollande ha assicurato che a tutti i migranti mandati via verrà proposta un’alternativa tra container riscaldati e centri d’accoglienza, ma le Ong che operano sul posto ritengono che i posti letto non siano sufficienti. Secondo le associazioni, sono oltre 3.400 i rifugiati e richiedenti asilo che devono lasciare la parte sud del campo, circa un migliaio secondo la prefettura.

Gruppi di migranti sono riusciti a sfondare un tratto della barriera al confine tra la Grecia e la Macedonia per cercare di entrare in Macedonia. La tensione è alta da questa mattina. I migranti sono stati respinti dalle autorità macedoni. Al grido di ‘Aprite il confine’, hanno lanciato sassi contro la polizia macedone che ha risposto con gas lacrimogeni.
Questa mattina qualche centinaia di migranti – circa 500 secondo la polizia – avevano oltrepassato il cordone di sicurezza formato dai poliziotti greci e avevano raggiunto il cancello usato per il traffico ferroviario tra i due Paesi. Circa 6.500 persone si trovano al confine sul territorio greco, alcune delle quali anche da otto giorni, con riserve molto limitate di acqua e cibo. Da parte loro, le autorità macedoni lasciano passere solo un numero molto limitato di migranti ogni giorno.

Almeno 30 persone, compresi un gran numero di bambini, sono rimaste ferite negli incidenti avvenuti oggi alla frontiera greco-macedone, dove centinaia di migranti esasperati dall’attesa hanno forzato e sfondato la recinzione metallica e di filo spinato entrando di forza in territorio macedone. La polizia macedone, secondo fonti giornalistiche locali, ha fatto uso di gas lacrimogeni e bombe assordanti, ma non ha effettuato alcun arresto. La situazione alla frontiera resta molto tesa, per la presenza di molte migliaia di migranti e profughi ammassati in territorio greco, e che vengono fatti passare con il contagocce a causa delle forti restrizioni a catena imposte da tutti i Paesi della rotta balcanica – Macedonia, Serbia, Croazia, Slovenia, Austria – che hanno deciso di consentire l’accesso di non più di 580 persone al giorno.

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