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FOCUS/ Tutti gli uomini di Hillary, si cerca già il vice

Non c’é ancora la certezza matematica, ma sul fatto che Hillary Clinton sia sempre più vicina alla nomination democratica non ci sono dubbi, nonostante la sorprendente campagna condotta dallo sfidante ‘da sinistra’ Bernie Sanders. Allora già si pensa al ticket presidenziale e ci si chiede chi la ex first lady sceglierò per accompagnarla nello sprint finale verso la Casa Bianca e poi affiancarla come vice se eletta presidente. E i criteri, a questo punto, sono i più vari. Intanto proprio la sfida di Bernie Sanders nelle primarie, riuscendo a imporre temi non necessariamente scontati, potrebbe essere portata come ‘prova’ dall’ala più progressista del partito che per completare il ticket e vincere Hillary deve trovare un compagno/a con connotati inequivocabilmente ‘liberal’. Cosi’ una ad una si snocciolano le ipotesi, a partire dal senatore dell’Ohio Sherrod Brown, che dopo Bernie Sanders ed Elizabeth Warren e’ considerato tra i più prominenti nomi progressisti. E fare coppia con lui avrebbe come vantaggio anche una presenza radicata in Ohio, uno ‘swing State’, uno stato in bilico cruciale da conquistare nell’election day di novembre per poter entrare alla Casa Bianca. In realtà il nome sulla bocca di tutti da tempo è quello di Julian Castro, sebbene si tratti di una scelta più ‘scontata’. Giovane, carismatico, ispanico. Secondo alcuni a notarlo per primo è stato Bill Clinton che lo avrebbe preso sotto la sua ala già dal 2008. È stato sindaco di San Antonio in Texas e questo darebbe un vantaggio ad Hillary in quello Stato, è tra gli ispanici più influenti nel partito ma si sa che tradizionalmente i Clinton su quel fronte non hanno bisogno di grandi spinte. Nelle ultime settimane pero’ si menziona sempre più spesso Tom Perez, ministro del Lavoro nell’amministrazione Obama. Molto stimato e rispettato, ha un curriculum impeccabile che aggiungerebbe sostanza alle promesse ‘sociali’ di Hillary. Ma ciò che forse depone maggiormente a suo favore e’ il suo lavoro come avvocato in tema di diritti civili presso il dipartimento della Giustizia. Naturalmente ci sarebbe anche l’opzione Sanders. Resta da vedere come lo sfidante intende porsi se e quando Hillary Clinton dovesse ottenere la nomination. Se è pronto a passare alla candidata il suo ‘capitale’ di voti e sostegno, se riuscirà a fare da collante tra le due anime del partito. Perche’ se cosi’ fosse, ebbene un debito di gratitudine Hillary verso Bernie ce l’avrebbe senz’altro, non fosse altro per il fatto che il senatore 74enne e’ stato in grado di mobilitare una folla, i giovani in testa, che altrimenti dalle urne si sarebbe tenuta ben lontana. E se anche il vice fosse una donna? Gli Stati Uniti sono più che pronti per una signora presidente, visto che ben l’80% degli americani ne e’ convinto stando ad un recente sondaggio Cnn. Ma due donne alla Casa Bianca sarebbe un passo più che storico. Il nome di Elizabeth Warren, senatrice ‘liberal’ del Massachusetts, continua ad essere nell’aria. Di certo sarebbe da parte di Hillary un gesto importante, a garanzia della sua serietà circa la riforma di Wall Street, il cavallo di battaglia di Warren. Non manca chi la vede come il miglior antidoto contro Donald Trump il populista, il misogino, e polo di attrazione per quella working class su cui Hillary Clinton ha sì presa ma solo fino ad un certo punto

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