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Massacro in Yemen, il Papa: “Sotto shock per la morte delle quattro suore”

Papa Francesco è rimasto «scioccato e profondamente addolorato» nell’apprendere dell’uccisione di quattro suore Missionarie della Carità, la congregazione fondata da Madre Teresa di Calcutta, e di altre 12 persone in una casa per anziani ieri ad Aden, nello Yemen sconvolto dalla guerra civile. Lo si legge in un messaggio di cordoglio del Pontefice, a firma del segretario di Stato card. Pietro Parolin, per le vittime dell’attentato terroristico. Il Papa prega che «questo inutile massacro risvegli le coscienze, porti a un cambiamento del cuore, e ispiri tutte le parti a deporre le armi e a intraprendere la via del dialogo». Francesco assicura «le sue preghiere per i morti e la sua vicinanza spirituale alle loro famiglie e a tutti colpiti da questo atto di violenza insensata e diabolica». Ed «esorta tutte le parti nel presente conflitto a rinunciare alla violenza e a rinnovare il loro impegno per il popolo dello Yemen, in particolare per coloro che sono più nel bisogno, che le suore e i loro aiutanti hanno cercato di servire». «Su tutti i sofferenti per questa violenza – conclude il messaggio -, il Santo Padre invoca la benedizione di Dio, e in modo speciale estende alle Missionarie della Carità la sua simpatia e solidarietà nella preghiera». Nessuna certezza sul movente e sui mandanti del brutale assalto, in cui – oltre alle quattro religiose assassinate insieme ad altre 12 persone – un sacerdote salesiano, l’indiano padre Tom Uzhunnanil, è stato rapito mentre pregava in cappella. Massimo il riserbo, spiega Radio Vaticana, anche per motivi di sicurezza sulla superiora, unica sopravvissuta alla strage tra le suore della casa di cura e i vari collaboratori. Tutti vivi, invece, sarebbero i circa 80 malati e anziani ospiti. Si chiamavano Anselm, Marguerite, Judit e Reginette le suore che dal Rwanda, dall’India e dal Kenya da anni, su richiesta del governo yemenita, accoglievano e curavano gli ultimi di Aden della casa dove uomini armati e in uniforme le hanno cercate e uccise. Un comunicato diffuso dalla rete di Al Qaida nella penisola arabica e rilanciato dai media arabi nega ogni coinvolgimento del gruppo jihadista nella strage. Non ci sono rivendicazioni, seppure circolino i nomi dell’estremismo islamico locale affiliato all’Is. «Si rivolta il cuore quando si vede gente capace di uccidere queste suore, e forse anche nel nome di Dio: come ha detto il Papa è un atto diabolico! – dice alla Radio Vaticana mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale – Io le ho visitate parecchie volte e ho visto con quanta dedizione, con quanto amore si siano prese cura di queste persone. Veramente una testimonianza di carità e di vicinanza a tutti coloro che sono lasciati sulla strada. Tanta gente, anche in Yemen, è ferita veramente nel profondo, vedendo cosa capita. Perché è poi la povera gente che ne soffre». Pur sapendo che rischiavano la vita, spiega il presule, le suore «mi hanno detto – sin dall’inizio, un anno fa – quando è cominciata la guerra: ‘Noi dobbiamo rimanere con il popolo, con i nostri poveri, qualunque cosa succeda’. Veramente un sacrificio di vita, veramente una positiva contro-testimonianza rispetto all’atto che hanno fatto questi criminali».

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