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Reggia di Caserta, scontro sindacati. Renzi, noi più forti

– La polemica non si placa affatto. E se da un lato c’è chi si schiera a difesa del direttore stakanovista, dall’altro c’è chi accusa di aver capito ben poco della questione sindacale strumentalizzando la polemica. Divide il «caso» Reggia di Caserta, dove il direttore Mauro Felicori è stato accusato da alcuni sindacati di lavorare troppo. Il premier Renzi ribadisce: «La cultura può essere la ripartenza dell’Italia. E se c’è chi rema contro, noi – senza paura – remeremo più forte». La Uil, che con il suo leader Carmelo Barbagallo si schiera dalla parte del dirigente, annuncia provvedimenti contro i sindacalisti che hanno ingaggiato una tale battaglia. Ma loro, i sindacalisti, non ci stanno e rilanciano: «Le vere vittime sono le Rsu. Renzi dice che la pacchia è finita? Qua si lavora». Nessun punto e accapo, dunque. Nel giorno in cui il «capo» è a Bologna e i numeri dei turisti in fila non sono un granché, è lo scontro a riempire gli spazi, enormi, della Reggia di Caserta. Renzi chiama in causa i numeri per dimostrare che la scelta fatta su Felicori sta premiando, eccome. «I numeri migliorano: rispetto a febbraio del 2015, il mese di febbraio 2016 ha fatto segnare più 70% di visite e più 105% di incassi. Ci rendiamo conto? – dice il presidente del Consiglio – Se si lavora, le cose cambiano. Punto. Il nuovo direttore lo sa perfettamente, gli italiani anche, il Governo c’è. Appena se ne accorgono anche certi sindacati saremo al completo!». I sindacati, una parte, rispondono. Tra tutti Angelo Donia dipendente e sindacalista Uil-Pa che quella nota incriminata mandata al ministero l’ha firmata e che ora, per questo, rischia un provvedimento di sospensione dall’organizzazione sindacale. «Continuerò a fare le mie battaglie a prescindere dalla sospensione – avverte – Sto agendo solo per il bene della Reggia di Caserta. Non ho poltrone, né interessi da tutelare che non siano quelli pubblici». La Cisl-Fps, spiega il segretario aziendale Luigi Mottola. «non ha mai condiviso né i toni né i contenuti del comunicato e lo abbiamo bocciato subito». Ma aggiunge: «Contesto quanto detto da Renzi, sul fatto che la pacchia è finita. Gli ottimi risultati dei visitatori sono il frutto anche dell’impegno dei lavoratori». Dalla sua Bologna, dove si trova anche per un progetto in vista del «Caserta day», di martedì prossimo, Felicori da un lato gongola («io stakanovista? lo prendo come un complimento»), dall’altro si dice «esterrefatto» della lettera dei sindacati perché «i lavoratori stanno meglio in un’azienda efficiente che li valorizza». I sindacati (RPT i sindacati) si sono lamentati per la sua permanenza troppo a lungo la sera nel suo ufficio, cosa che metterebbe a rischio la Reggia stessa? «A parte che lamentarsi di un direttore che lavora è paradossale, oltre questo non c’è nessuna base perché la Reggia è vigilata 7 giorni su 7 e 24 ore su 24», risponde netto. Intanto la Cisl con il suo segretario Annamaria Furlan esprime solidarietà al direttore definendo grave quanto accaduto; la Uil con Barbagallo sposa la stessa linea mentre l’Ugl non ci sta e attraverso il suo segretario generale Francesco Paolo Capone avverte: «Invitiamo il premier Renzi a leggere con attenzione il documento sottoscritto dalle Rsu invece di spingere in una vera e propria trappola i cittadini ei lavoratori». E aggiunge: «Le Rsu hanno solo messo in evidenza le difficoltà presenti. Hanno una unica colpa, quella di avere a cuore il futuro del palazzo Reale e dei suoi lavoratori».

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