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“Umilia l’alunno disabile”, esposto dei genitori contro la maestra

L’allievo disabile «impedisce il regolare svolgimento delle lezioni» e la maestra, davanti allo stesso bambino e ai suoi compagni, sbotta: «andate dal preside a lamentarvi, chiedete che vengano presi provvedimenti per un sostegno adeguato». L’episodio, avvenuto nei giorni scorsi nel Torinese, è raccontato in un esposto alla Procura di Ivrea dall’avvocato Enrico Maria Picco, legale dei genitori del bimbo. Il quale, talmente «turbato» da quella sfuriata, dicono ancora i genitori, ha avuto «un notevole regresso». Protagonista dell’episodio un bambino di prima elementare affetto da sindrome di Asperger, disturbo della crescita imparentato con l’autismo. «Abbiamo notato gli effetti dello choc di quella sera nei giorni successivi – dicono -: di colpo ha smesso di vestirsi da solo e a pronunciare frasi di tre o quattro anni fa, come se fosse tornato ad una fase post-neonatale». Tutta colpa, sempre secondo i genitori del bambini e il loro legale, di «quel comizio» dello scorso 25 febbraio. «Oggi Riccardo ha rotto le pagine del libro del suo compagno; ha picchiato i suoi compagni; disturbato la lezione; buttato i pennarelli per terra e fatto dispetti», ha sostenuto la maestra davanti ai suoi alunni di prima elementare e ai genitori che aveva fatto entrare nella classe. «Io così non posso lavorare», ha aggiunto la donna, prima di chiedere a tutti di andarsi a lamentare col preside per avere un insegnante di sostegno. Un comportamento «inqualificabile», «inappropriato» e «insensibile», secondo i genitori del bimbo disabile, che hanno chiesto un’altra maestra per impedire «nuovi contatti» con l’insegnante sotto accusa. La quale, convocata dal dirigente scolastico per un chiarimento, avrebbe «ammesso tutti i fatti descritti – si legge nell’esposto – non mostrando alcun pentimento o empatia per il bambino». Di qui la decisione di rivolgersi ad un legale e di presentare un esposto. Il documento, depositato oggi in procura, è stato inviato anche all’Ufficio scolastico con la richiesta di un procedimento disciplinare nei confronti dell’insegnante e, per conoscenza, al Difensore Civico della Regione Piemonte e all’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici.

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