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Uffizi, corridoio vasariano “democratico, aperto a tutti

– Basta con i «privilegi» dell’accesso «per pochi» al Corridoio vasariano, suggestivo (ed esclusivo) passaggio mediceo che unisce, nel cuore di Firenze, la Galleria degli Uffizi a Palazzo Pitti correndo sopra il Ponte Vecchio: il collegamento storico, da molto tempo chiuso all’ordinario pubblico dei due musei e visitabile solo saltuariamente tramite tour operator per piccoli gruppi con tempi di attesa molto lunghi e biglietti di prezzo non inferiore ai 45 euro, potrebbe presto aprirsi grazie ad piano ‘democratico’ messo in cantiere dal nuovo direttore del museo Eike Schimdt. Proprio oggi lo storico dell’arte tedesco, da pochi mesi al vertice della celebre galleria, ha spiegato di essere intenzionato ad offrire la possibilità a tutti i visitatori degli Uffizi di «passare attraverso il Vasariano, arrivando a Palazzo Pitti» con un biglietto sì «separato», ma «adeguato ai normali prezzi di accesso ai musei». Per centrare l’obiettivo, però, occorre risolvere alcuni problemi. Primo tra tutti quello della ricollocazione dei circa 600 autoritratti che adornano attualmente le pareti del prestigioso corridoio. I dipinti, che, ricorda Schmidt, occupano il passaggio dal 1973, quando l’allora direttore Luciano Berti li trasferì lì dalla Sala dei Pittori nella galleria, «non si trovano nella loro sede storica, che sono gli Uffizi». Altra ragione addotta da Schmidt in favore dell’ipotesi di spostamento delle opere, l’impossibilità di ammirarli, al momento, considerato che «la visita nel Corridoio vasariano avviene pressoché di corsa e non c’è modo di soffermarsi, come sarebbe invece possibile se fossero nelle sale delle gallerie». Ulteriore lancia spezzata a favore del trasferimento, insiste il direttore, è rappresentata dal fatto che «le condizioni climatiche del vasariano, tutt’altro che ideali per ospitare dei dipinti su tela e su tavola». L’ambiente, infatti, è totalmente esposto su tutti i lati e dotato di una copertura in incannucciato, risultando così freddissimo d’inverno e molto caldo d’estate per via dell’esposizione ai venti e dell’irraggiamento solare. Ma c’è un’altra questione da affrontare nella realizzazione del progetto di apertura del Corridoio: la necessità di dotarlo di uscite di sicurezza, al momento assenti, che rendano sostenibile e possibile, a norma di legge, una frequentazione del vasariano più ‘robusta’ e continua dell’attuale. Operazione che, considerata la delicatezza dello spazio, potrebbe richiedere tempi lunghi, forse anche un paio di anni.

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