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Per prevenire l’ictus arriva il primo farmaco con l’air-bag

C’è un’arma in più, da oggi, per prevenire il rischio di ictus cerebrale nei pazienti affetti da fibrillazione atriale. È una sostanza capace di controllare l’effetto del farmaco utilizzato per fluidificare il sangue (ed evitare l’ictus), scongiurando il rischio opposto, che cioè il sangue diventi troppo fluido e causi sanguinamento cerebrale. Si chiama idarucizumab e in pochi minuti è in grado di inattivare in maniera specifica l’effetto del dabigatran, un anticoagulante orale (il primo di una nuova classe di farmaci, i Nuovi Anticoagulanti Orali – NAO) impiegati contro il rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale. Gli esperti lo hanno definito una sorta di ‘air-bag’ del dabigatran, perchè come un air-bag è a disposizione nelle auto, ma vi si ricorre solo in caso di emergenza, in questo caso come antidoto contro il superfunzionamento del dabigatran. I Nao, disponibili in Italia dal 2013, hanno rivoluzionato la prevenzione dell’ictus, il cui rischio in chi soffre di fibrillazione atriale è 5 volte più alto che nelle persone sane. «Rispetto alla terapia anticoagulante tradizionale, i NAO – spiega Giuseppe Di Pasquale, Direttore della Cardiologia dell’ Ospedale Maggiore di Bologna – non necessitano di controlli ematici costanti, hanno scarsissime probabilità di interazioni con alimenti e altri farmaci, sono somministrati a dosaggio fisso e presentano un ridotto rischio di emorragie cerebrali rispetto alla terapia tradizionale». Però esistono ancora remore riguardo al loro utilizzo, per la mancanza in un antidoto in caso di emergenza e ora «idarucizumab colma questo vuoto». «L’elemento interessante di idarucizumab (che è indicato anche nei pazienti che assumono dabigatran per eventi di tromboembolismo venoso) – afferma Marco Moia, Responsabile della Terapia Anticoagulante all’ Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – è che non produce alcun effetto pro-trombotico. È un inattivatore specifico del dabigatran: il suo meccanismo, infatti, elimina in pochi minuti dalla circolazione sanguigna il dabigatran, riportando la coagulazione alla normalità». Già disponibile in Italia, è attualmente all’attenzione dell’AIFA per definirne la rimborsabilità.

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