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Eur spa, inchiesta per truffa sul Lunapark

Una nuova inchiesta coinvolge il vertice di Eur spa e alcuni imprenditori della Capitale. In tutto nove persone (alle quali viene contestato il reato di truffa), iscritte sul registro degli indagati nell’ambito di un’inchiesta condotta dal pubblico ministero Paolo Ielo che il 17 febbraio scorso ha chiesto al gip Flavia Costantini (lo stesso di Mafia capitale) una proroga del termine per le indagini preliminari.Sul fronte privato ad essere sottoposti a indagine risultano Luigi Abete, presidente di Cinecittà Entertainment, Ugo Cedrangolo, nominato nel 2013 presidente di Cinecittà, Filippo Chiusano, amministratore delegato di Luneur Spa, e l’avvocato Bruno Biscotto. I manager pubblici coinvolti raccolgono invece tutto il vertice di Eur spa (la società controllata al 90% dal Tesoro e al 10% dal Campidoglio) ad esclusione del management attuale. Sono infatti iscritti sul registro degli indagati Paolo Cuccia, presidente di Eur spa dal 2004 al 2009; Mauro Miccio, ad di Eur nel periodo della giunta Veltroni; fino ad arrivare a Riccardo Mancini (ex-ad di Eur spa, uomo vicinissimo all’ex-sindaco Alemanno e a Massimo Carminati e già sotto inchiesta per Mafia capitale), Pierluigi Borghini (ex-presidente di Eur ed ex-candidato sindaco di Roma), e Gianluca Lo Presti, direttore generale dell’ente fino a qualche mese fa.

Le indagini, che nascono dalla denuncia di un privato cittadino, sono ancora ad uno stadio preliminare e la presunzione di innocenza vale per tutti, ma la lista degli indagati porta dritta al cuore della vicenda che tocca la gestione del Luneur, il lunapark affidato nel 2007 al gruppo di Luigi Abete, e in particolare la realizzazione di alcune opere accessorie.

La storia viene da lontano e più precisamente dal 1953 quando inizia il lungo periodo di amministrazione del parco giochi nelle mani della società Luppro, costituita da famiglie di giostrai. Nel 2007 l’allora ad di Eur Mauro Miccio non rinnova la concessione e indice un nuovo bando di gara che nel 2008 viene vinto dalla Cinecittà Entertainment di Luigi Abete. La questione evidentemente non si chiude allora, perché – stando alla lista degli indagati – le responsabilità coinvolgono i vertici di Eur sotto tre amministrazioni (Veltroni, Alemanno, Marino).

E infatti dal 2008 fino ad oggi il parco non ha riaperto (l’inaugurazione della struttura totalmente ricostruita è ormai prossima e prevista per il mese di giugno), anche se il presidente dell’associazione dei giostrai, Saverio Pedrazzini, ha continuato senza sosta la sua battaglia contro un affidamento ritenuto dall’inizio illegittimo. Oltre a Pedrazzini, anche le autorità, nazionali e locali, hanno cominciato a ravvisare nel tempo alcune anomalie dell’affidamento. Le prime crepe sono emerse nel maggio scorso quando l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici ha espresso dure critiche alle procedure con cui era stato assegnato l’appalto.
Da lì il dossier Luneur è arrivato prima all’Anac guidata da Raffaele Cantone per finire nei mesi scorsi sul tavolo dell’ex-assessore alla Legalità del Campidoglio, Alfonso Sabella.Nessuno però fino ad oggi sapeva che già dall’estate del 2015 la Procura di Roma aveva acceso un faro sulla vicenda. Iscrivendo sul registro degli indagati chi ha guidato la società pubblica negli ultimi dieci anni.

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