| categoria: Roma e Lazio

Viterbo, così rinasceranno le vecchie terme ex Inps

Parla l’assessore con delega al termalismo Antonio Delli Iaconi. “ Abbiamo ipotizzato una procedura di gara pubblica e ricevuto una proposta di project financing per il recupero dello stabilimento da parte della società Gestervit”. “Si ristrutturerà il corpo centrale , a piano terra verrà realizzata una Spa e nella palazzina esterna ci sarà un centro di riabilitazione terapeutico e nel parco, di circa 7 ettari, si costruirà un parco termale, cioè una serie di piscine- giardino, 10-12, simili a quelle di Ischia. La proposta globale prevede un investimento di 10-11 milioni di euro.” “A distanza di 25 anni tornano le condizioni per poter arrivare a realizzare una città anche termale”

di WANDA CHERUBINI
Far divenire Viterbo una città anche termale. Questo l’obiettivo del Comune, come spiegato dall’assessore con delega al Termalismo Antonio Delli Iaconi. “Il termalismo si è evoluto: nel panorama internazionale ormai le città soltanto termali non ci sono più – precisa – Il termalismo di massa, il cui indotto proviene dalle attività terapeutiche e sanitarie, è in regresso, mentre quello che si sta sviluppando è il termalismo del benessere, non più visto solo come attività sanitaria. La città di Viterbo ha tra l’altro acque termali davvero buone. Vogliamo fare in modo che questa risorsa venga utilizzata appieno con il suo indubbio contributo economico, culturale e sociale”. In base agli studi portati avanti dal prof. Vincenzo Piscopo del dipartimento di Scienze biologiche ed ecologiche dell’ateneo viterbese, si è stabilito che il bacino termale di Viterbo è di 80/90 litri al secondo. “Noi ne utilizziamo oggi, in modo produttivo, un terzo, tra Terme dei Papi e Salus – riferisce Delli Iaconi – Quindi ci sono altri 2/3 che meritano di essere sviluppati”. E la riapertura delle ex terme Inps è una priorità. L’assessore al riguardo rimarca come fortunatamente si sia definita la diatriba tra il Comune e la Regione Lazio, risolta nella comproprietà della struttura con la delega da parte della Regione al Comune per provvedere al suo rilancio. “Altra cosa importante è stata quella di aver messo ordine nel consumo di acqua del Bullicame – ha aggiunto – con la delibera ed il successivo ricorso al Tar, che ci ha dato ragione nei confronti delle Terme dei Papi”. L’assessore evidenzia che uno studio realizzato dall’università della Tuscia ha confermato come la quantità di acqua stabilita (22 litri al secondo) può essere rispettata dalle Terme dei Papi mediante una riduzione del consumo di acqua della piscina. Intanto, il 17 marzo prossimo scade la concessione della Regione per cui il Comune ha chiesto la proroga. “Appena ottenuta – ha proseguito l’assessore – faremo le gare per la subconcessione. Abbiamo ora l’acqua ed un clima più favorevole dal punto di vista economico rispetto agli anni precedenti per affrontare un rilancio termale. Abbiamo ipotizzato una procedura di gara pubblica e ricevuto una proposta di project financing per il recupero dello stabilimento ex terme Inps da parte della società Gestervit. L’amministrazione comunale dovrà valutare, in merito al project financing, l’interesse pubblico e potrà modificare il progetto, che andrà a gara, in un bando internazionale, nel quale il proponente iniziale è favorito a parità di condizioni”. Ma in cosa consiste il progetto? “Si tratta – scende nel dettaglio l’assessore – di un intervento ampio, anche se la volumetria dovrà essere rispettata, visto che parliamo di una zona sottoposta a vincolo. Quindi si ristruttura, rispettando i volumi, il corpo centrale delle ex terme Inps, mentre a piano terra verrà realizzata una Spa e nella palazzina esterna ci sarà un centro di riabilitazione terapeutico e nel parco, di circa 7 ettari, si costruirà un parco termale, cioè una serie di piscine- giardino, 10-12, simili a quelle di Ischia. La proposta globale prevede un investimento di 10-11 milioni di euro. Il tutto sarà più facile da realizzare se ci saranno partner non solo locali”.
C’è poi un altro aspetto importante da considerare che è quello della programmazione regionale con i bandi europei per il 2014/2020. “La Regione – ha ricordato Delli Iaconi – ha varato il progetto Call for proposal con l’obiettivo di reindustrializzare il territorio regionale. Noi abbiamo realizzato una call per il termalismo, presentando un progetto firmato con l’università della Tuscia, il Comune e le imprese che operano nel settore termale per un investimento complessivo di 45 milioni di euro. La Regione sta facendo ora le istruttorie, poi emanerà dei bandi”. Delli Iaconi ha ricordato come nel ’90 una possibilità analoga si ebbe con una legge regionale sul termalismo, di cui beneficiò Terme dei Papi. “A distanza di 25 anni tornano le condizioni per poter arrivare a realizzare una città anche termale – ha affermato l’assessore – Inoltre, questa proposta della Regione ha portato alla formalizzazione di altri progetti, non solo per le ex terme Inps: uno riguarda la parte sud del Bacino, ovvero le masse di San Sisto,per la realizzazione di un albergo termale. Già i primi di aprile è prevista l’apertura di un parco termale in questa zona con 5-6 piscine. Un altro progetto – ha proseguito Delli Iaconi – riguarda la parte superiore (ex Oasi) per un albergo già autorizzato dalla precedente amministrazione comunale. Inoltre, vi sono altri due progetti più piccoli che riguardano le ex terme del Bacocco, con la rivalutazione del sito archelogico insieme alle terme ed un progetto residenziale termale presso le Zitelle, ex Itet. Il bando dovrebbe essere utilizzato per far sì che i soggetti locali si mettano insieme con un partner internazionale”. Ma al momento c’è già questo partner internazionale? “Non c’è ma ci potrebbe essere – assicura Delli Iaconi – Un gruppo cinese era pronto ad investire, ma la loro condizione era avere la proprietà su ciò per cui investono”. Quando sarà possibile attingere alla leva finanziaria regionale del Call for propoposal? “Penso verso la fine di quest’anno o al massimo gli inizi del prossimo – risponde Delli Iaconi – La Regione per il nostro settore termale metterà a disposizione sui 5-7 milioni di euro. Per il project financing cercheremo di fare veloci, perché i soggetti che vi partecipano possano al contempo disporre anche di questa possibilità di investimento proposta dalla Regione”.

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