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Carcere fino a 5 anni e 2 mln di multa, Ncd presenta il suo ddl contro l’utero in affitto

Sanzioni sull’utero in affitto, Area popolare non molla. Come promesso a fine febbraio, al momento del via libera del Senato (in prima lettura, con voto di fiducia) alle contestate norme sulle Unioni civili, il centrodestra di governo torna alla carica e presenta il suo ddl contro la maternità surrogata da punire con il carcere fino a 5 anni e due milioni di euro di multa.«Siamo contrari a qualsiasi forma di mercimonio dell’utero della donna – ha spiegato il leader di Ap-Ncd, Angelino Alfano, presentando anche una mozione per rendere «reato universale» l’utero in affitto: «Su questo punto siamo sempre stati coerenti» e andremo avanti «con grande laicità, senza alcun approccio ideologico».
Il progetto di legge, illustrato in conferenza stampa dal ministro dell’Interno insieme alla ministra della Salute e collega di partito Beatrice Lorenzin, prevede la reclusione da 1 a 3 anni e una multa da 600 mila a una 1 milione di euro per «chiunque organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni». Chi ricorre alla maternità surrogata è invece punibile con «la reclusione da 2 a 5 anni e la multa da 1 milione e 200 mila a 2 milioni di euro.
In particolare, il ddl prevede la punibilità anche «quando il fatto è commesso all’estero da un cittadino italiano», dal momento che in Italia la legge 40 già punisce questa pratica. Le nuove norme non prevedono la punibilità per la donna che porta avanti la gravidanza surrogata, ma la decadenza dalla patria potestà per chi viene condannato. In pratica, i figli nati con maternità surrogata sarebbero allontanati dalle famiglie con le quali sono cresciuti.
Infine, l’articolo 3 della legge istituisce «il diritto alla conoscenza delle proprie origini e la tracciabilità a scopi medici, per i nati da maternità surrogata. Nel certificato di nascita vanno riportati gli estremi anagrafici dei genitori biologici che hanno contribuito al concepimento e al parto». La mozione promossa da Area popolare impegna invece il Governo ad agire a livello internazionale affinché la surrogazione di maternità «sia riconosciuta come nuova forma di schiavitù e di tratta di esseri umani e sia quindi reato perseguibile universalmente in tutto il mondo».
I gruppi parlamentari di Ap – ha spiegato Alfano – sono impegnati a calendarizzare e approvare al più presto un ddl che istituisce la nuova figura giuridica che rende punibile l’utero in affitto. Noi siamo contro ogni mercimonio del corpo della donna, e riteniamo turpe che sull’utero ci sia il cartellino prezzo. Abbiamo appena approvato una legge che non è come la volevamo noi ma ha stoppato la stepchild, siamo contenti che tanti ci abbiano seguito, da oggi facciamo questa proposta. L’Italia ha bisogno di leggi chiare che difendano i nostri valori», ha concluso Alfano.
«Il corpo delle donne non si vende, non si compra e non si affitta», ha aggiunto Lorenzin illustrando il testo, e questa «è una battaglia di civiltà per tutte le donne, per questo speriamo che la mozione venga approvata da tutto il parlamento per perseguire l’utero in affitto come reato universale». Ricorrere alla maternità surrogata, ha insisitito la ministra, «vuol dire usare il corpo della donna come un forno per preparare una torta cucinata da altri». «Una donna vuole un figlio, una donna dona l’ovulo, una donna presta il corpo: tre mamme per un bambino, una parcellizzazione della maternità. Di chi è figlio? Quale è la sua identità? Questa pratica va contro l’articolo 1 della Convenzione universale dei diritti dell’uomo», ha concluso Lorenzin.

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