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Barack Obama in visita all’Avana, si volta pagina

“Bienvenido a Cuba”: così l’Avana accoglie, dopo 88 anni di contrasti, il presidente Usa, Barack Obama, che ricambia con un tweet in francese non appena atterrato: “Comment ça va Cuba ?”. Il presidente Usa è arrivato sull’isola per una storica visita di tre giorni che si concluderà il 22 marzo. L’Air Force One, l’aereo presidenziale Usa, è atterrato all’aeroporto internazionale dell’Avana alle 15.50 ora locale, cioè le 20.50 in Italia. Obama è accompagnato dalla moglie Michelle, dalle figlie Malia e Sasha e dalla suocera Marian Robinson. I muri della città sono tappezzati di manifesti con i volti del presidente cubano Raul Castro e quello americano.
Il presidente americano è sceso con un ombrello aperto dall’AirForceOne sotto un cielo grigio e una leggera pioggia. Ad attenderlo il ministro degli esteri, massima autorità presente, Bruno Eduardo Rodríguez Parrilla. Assente invece il presidente cubano Raul Castro, che accoglie frequentemente gli ospiti internazionali più importanti al loro arrivo all’aeroporto Josè Marti. Evidentemente il regime ha preferito evitare di dare eccessiva risonanza all’evento, almeno oggi. Ad attendere Obama e la sua famiglia, oltre al ministro degli Esteri cubano, che ha offerto un mazzo di fiori a Michelle e sua madre, c’erano diversi diplomatici americani e cubani.

La visita inizierà con una passeggiata di Obama nell’Avana storica per incontrare nella cattedrale il cardinale Jaime Ortega, che ha avuto un ruolo chiave nel facilitare il riavvicinamento fra Cuba e gli Stati Uniti, su impulso di Papa Francesco.
Con il suo storico viaggio, Obama mette fine a 55 anni di ‘guerra fredda’, culminata nella crisi dei missili. È questo, insieme all’accordo sul nucleare iraniano, il maggior successo in politica estera del capo della Casa Bianca. Lo scopo del viaggio è quello di dare inizio a una nuova era nei rapporti fra i due Paesi, dopo che il 17 dicembre 2014 fu dato l’annuncio che portò al ristabilimento delle relazioni diplomatiche bilaterali: una nuova era di rapporti diplomatici, commerciali e di turismo che Obama vuole far diventare irreversibile, lasciandola come eredità della sua presidenza.

Certo, i problemi tra i due Paesi non sono risolti: ancora da discutere le questioni del rispetto dei diritti umani da parte dell’Avana, l’embargo americano e la presenza sull’isola della base militare statunitense di Guantanamo.

Lunedì mattina parte l’agenda vera e propria della visita di Obama, con un incontro al Palacio de la Revolucion con il presidente Raul Castro che in serata ospiterà una cena di stato per la first family americana.. Non vi sarà però, ha ribadito la Casa Bianca, nessun incontro con Fidel Castro, il lider maximo della rivoluzione per decenni il nemico comunista dell’America, che nel 2008, malato, ha lasciato la presidenza.
Obama comunque renderà omaggio a José Marti, l’eroe nazionale cubano della lotta contro il colonialismo spagnolo nel XIX secolo, deponendo una corona di fiori davanti al suo monumento nella Plaza de la Revolucion, dove i fratelli Castro hanno pronunciato innumerevoli discorsi contro l’imperialismo americano.

Il presidente americano incontrerà giovani imprenditori, ma anche dissidenti. E pronuncerà un discorso al Teatro Nazionale che la Casa Bianca spera verrà trasmesso in tutto il paese. Obama affronterà la questione dei diritti umani, dicendo che spetta al popolo cubano spingere verso la democrazia. Il dialogo passerà infine anche dal baseball, sport popolare nei due paesi e amatissimo da Obama, che assisterà ad una partita tra la nazionale cubana e e i giocatori americani dei Tampa Bay Rays

Ma non manca la tensione: circa 50 ‘Damas de blanco’ sono state arrestate durante l’abituale marcia domenicale nella capitale. Fra loro c’è Berta Soler, leader del gruppo, che è stata invitata all’incontro che martedì Barack Obama avrà con alcuni dissidenti cubani.

Gli arresti, che di solito durano poche ore e si concludono con il rilascio, sono stati eseguiti a poche ore dall’arrivo sull’isola del presidente degli Stati Uniti. Per oggi era stata organizzata una contro-manifestazione pro governo in risposta a quella delle Damas de Blanco e, quando gli oppositori si sono seduti a terra per bloccare la strada in cui centinaia di manifestanti gridavano slogan contro di loro, la polizia li ha arrestati portandoli via a bordo di

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