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EDITORIA/ La filiera della carta cresce poco, i quotidiani ancora giù

Un 2015 deludente che, a fronte di una crescita limitata della filiera della carta nel suo complesso, ha fatto registrare un’ulteriore contrazione dell’editoria quotidiana, periodica e libraria rispetto all’anno precedente. Nessuna ripartenza dunque, a dispetto delle aspettative. Le perdite rispetto ai livelli pre-crisi continuano a essere ingenti. Spicca, in particolare, il dato delle imprese di quotidiani che dal 2007 hanno visto dimezzare il loro fatturato (da 3.859 a 1.985 milioni) e di quelle dei periodici, ancor più sofferenti (da 5.069 a 2.120 milioni). Il quadro emerge dall’indagine annuale realizzata dalle associazioni del comparto (Fieg, Acimga, Aie, Argi, Asig, Assocarta, Assografici) e illustrata nell’incontro «Più lettura, più comunicazione». La filiera, che rappresenta quasi il 2% del Pil, tiene solo grazie alle esportazioni che interessano, però, solo parte delle aziende. «Anche nel 2015, dei circa 31 miliardi di fatturato complessivo – ha spiegato il direttore di Assografici, Claudio Covini -, circa 9,5 sono stati realizzati con l’export con un saldo attivo di poco meno di 4. Il mercato interno rimane il vero tallone d’Achille. Infatti, nel 2015 è andata appena meglio del 2014 che, insieme al 2008, ha fatto registrare i minimi storici». «La filiera – ha aggiunto il direttore di Assocarta, Massimo Medugno – oggi già ricicla il 55% di quanto immette sul mercato e rappresenta il 5% dell’occupazione manifatturiera, circa 200.000 addetti, che arrivano a 680.000 con l’indotto». A pesare sono in particolare la minor propensione alla spesa per prodotti culturali delle famiglie (il calo dal 2007 è di ben il 35%) e dei lettori (scesi dal 46,8% del 2010 al 42% del 2015). Continua anche la contrazione della pubblicità su stampa che dal 2007 ha perso il 56%. Per questo la Fieg insiste sulla necessità di detassare gli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici. «La misura – ha precisato il direttore generale della Federazione degli editori, Fabrizio Carotti – è contenuta come criterio di delega del ddl sull’editoria che inizia in questi giorni il suo percorso parlamentare al Senato, dopo l’approvazione da parte della Camera. Sarebbe auspicabile trasformare il criterio di delega in puntuale disposizione di legge per rendere immediatamente operativa la misura e cogliere e potenziare l’avvio della ripresa economica». Gli editori di libri chiedono inoltre una detrazione dalle imposte sul reddito delle persone fisiche per gli acquisti di libri, quotidiani e periodici in formato cartaceo o digitale, pari al 19% dell’importo speso nel corso dell’anno. «È una misura utile – ha sottolineato dal direttore dell’Aie, Alfieri Lorenzon – per una promozione stabile della lettura e per sostenere lo stesso diritto allo studio e alla conoscenza dal cui esercizio si sviluppa il sapere e il futuro sociale ed economico del nostro Paese».

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