| categoria: Roma e Lazio

INCHIESTA/ 1 – Le piaghe di Roma

L’imbarazzo e la rabbia di vivere in una capitale-groviera assediata dai topi Buche, degrado, tavolino selvaggio, traffico, servizi pubblici, campi rom, abusivi. Mille emergenze soffocano la città per colpa di amministrazioni incapaci, di dirigenti e funzionari infedeli, di politici collusi, corrotti, o distratti. I candidati-sindaco si muovono a disagio in questo campo, nemmeno la Giunta dei prefetti è riuscita a cambiare le cose.

Di Franco Delle Vedove
“Emergenza topi, indaga la Procura, inchiesta sui fondi inutilizzati per la disinfestazione, scuole invase dai ratti “.”Buche, anno nero: in tre mesi vigili chiamati 1972 volte; hanno provocato 711 incidenti”. Sono alcuni titoli presi a caso dalle prime pagine dei quotidiani romani. Emergenze vere, piaghe profonde e irrisolte della capitale. Potremmo aggiungere all’elenco tavolino selvaggio, traffico, servizi pubblici, campi rom, abusivi e altro, per significare le difficoltà che soffocano la capitale. E montano rabbia e imbarazzo quando, al di là del raccordo anulare ridono di Roma e dei romani. Tutta colpa di amministrazioni incapaci, di dirigenti e funzionari infedeli, di politici collusi, corrotti, o distratti. Qualcuno ha usato male i fondi, qualcuno ha fatto male i lavori, nessuno ha controllato a dovere. I candidati-sindaco si muovono a disagio in questo campo, non vanno oltre impegni generici, non hanno ricette pronte e quando parlano di venire incontro ai bisogni, alle esigenze dei cittadini probabilmente non hanno le idee chiare.
Nemmeno la Giunta dei prefetti è riuscita a cambiare le cose. Certo, c’era da fare prima la lotta alla corruzione, c’era da moralizzare l’amministrazione capitolina, da punire dirigenti e impiegati infedeli, da risanare il bilancio. Ma alla fine i problemi si sovrappongono, diventano gli stessi. Per Tronca oggi paradossalmente è più facile perseguire i colpevoli di questo disastro che trovare delle soluzioni. Che devono essere immediate, urgenti. Roma non può aspettare mesi e le situazioni evidenziate si deteriorano giorno dopo giorno. Potrebbe fare lo gnorri, il commissario governativo, e consegnare tutto nelle mani del prossimo sindaco. Spronare l’Ama può servire, mettere il pepe sulla coda dei dirigenti dei settori interessati può rimettere in moto il sistema, ma se si è arrivati a chiudere la biglietteria del Colosseo per una disinfestazione, o dirottare non meno di cinquanta vigili per presidiare le buche più grandi e pericolose significa che si è arrivati proprio al limite. E che è arrivato il momento di voltare pagina e di prendere delle scorciatoie. Come quella di affidare alcune soluzioni a esercenti e residenti delle strade più compromesse in cambio di sgravi fiscali, di riduzioni di bollette, di bonus familiari o aziendali. Forse sarebbe una soluzione efficace, che del resto i privati, le associazioni di cittadini e di categoria hanno offerto mille volte. Alla fine della partita il risparmio ci sarebbe sicuramente. E maturerebbe anche quello spirito civico di servizio e di solidarietà che prescinde dalle casacche e dalle bandiere e che sfugge ai politici (che infatti lo temono). A margine, contratti e bollette alla mano andrebbero rintracciate una ad una le aziende che per fare quei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dal Comune hanno ricevuto regolare compenso: senza portare a termine il lavoro, finendolo male, usando materiale scadente (per l’asfalto delle buche) senza opportune verifiche. Esisteranno certamente delle clausole non rispettate, chi ha sbagliato dovrà pur pagare. Fateci caso, quando sbarrano un pezzo di strada o sequestrano un’area per realizzare degli interventi, compaiono d’incanto transenne, reti (quelle maledette reti arancioni di plastica che sopravvivono decenni ai lavori senza che nessuno li rimuova) di ogni tipo e colore. Per regola dovrebbe anche comparire un cartello con data di inizio e di fine lavoro, con l’indicazione della ditta che sta lavorando e del responsabile. Ciò che consentirebbe di monitorare la situazione e di individuare direttamente il soggetto da perseguire. Ebbene quel cartello c’è di rado e spesso non contiene i dati necessari. In questo magma indistinto tutto sfuma e si confonde, la malaburocrazia si ingrassa e produce irregolarità e reati a ritmo industriale. Il commissario Tronca, lo si legge sui giornali, sta portando avanti la sua rivoluzione che indirettamente potrebbe anche saldarsi con il tentativo di risolvere le emergenze della ordinaria e straordinaria manutenzione. La rotazione dei dirigenti e dei funzionari (scatterà questa estate) , la mano pesante nei confronti di chi in modo disonesto o sciatto ha tollerato o favorito atti di mala-amministrazione o reati di tipo penale. Magari nel mucchio si colpiranno anche i responsabili della capitale groviera assediata dai topi. In attesa che i nuovi amministratori decidano di voltare pagina

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