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La tragedia del bus, sette le vittime italiane. Indagato l’autista


Il bilancio dello schianto del bus in Catalogna i fa sempre più drammatico: le vittime italiane sono sette. E’ stato il ministro dell’interno catalano Jordi Jané, secondo quanto riferisce el Pais, a fornire le nazionalità di tutte le ragazze morte. Ci sono anche due tedesche, una romena, una uzbeka, una francese e una austriaca. Il dammatico bilancio parla anche di 34 feriti (tra cui due ragazze piemontesi, una di Genova e una di Grosseto) dei quali tre molto gravi, nove gravi e 22 non gravi. Le vittime erano di età compresa tra i 19 e i 25 anni.
La famiglia di Valentina Gallo, la studentessa di Firenze di 22 anni già identificata ieri, è già giunta sul posto dove, peraltro, si trova anche il console generale d’Italia a Barcellona Stefano Nicoletti.

Intanto, secondo il quotidiano spagnolo La Vanguardia, l’autista che ha perso il controllo dell’autobus degli studenti Erasmus è indagato per 13 omicidi per “imprudenza”. L’uomo, 63 anni, doveva comparire davanti a un giudice alle 10, ma l’interrogatorio è stato rinviato per le sue cattive condizioni di salute. Ieri sera è stato interrogato dal Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana.

Continuano senza sosta i lavori di identificazione e le indagini per stabilire le cause dello schianto del pullman su cui viaggiavano 61 persone. Secondo El Pais, a Tortosa sono al lavoro da ieri 17 medici forensi e due specialisti in odontoiatria forense, convocati per i casi di riconoscimento più difficili, date le condizioni di alcuni corpi dopo il violento impatto del veicolo. Molti ragazzi non avevano nemmeno i documenti e questo ha rallentato le procedure. Parlando a Catalunya Ràdio, Jordi Jane, responsabile degli Affari interni per la Catalogna, ha spiegato che si sta procedendo con cautela al riconoscimento delle vittime e che “le 13 vittime sono state identificate, ma non ufficialmente” perché manca il test del dna. In ogni caso, ha aggiunto Jane, “l’Italia è in lutto”.
La Generalitat di Barcellona ha organizzato un dispositivo di accoglienza all’aeroporto del capoluogo catalano per accogliere e informare i famigliari degli studenti coinvolti nell’incidente. Alcune famiglie sono già arrivate in Catalogna: si tratta del padre della giovane uzbeka e dei genitori di alcune delle ragazze italiane morte. Quanto alle indagini sulle cause dell’incidente, da subito è stato ipotizzato un “fattore umano”, probabilmente un colpo di sonno che ha fatto perdere all’autista il controllo del mezzo.

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