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Seicento giorni per una tac, task force della Lorenzin a Lecce

È previsto per domani l’arrivo a Lecce della task force voluta dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per fare luce sul caso relativo ai lunghi tempi di attesa per effettuare una Tac su una paziente oncologica. Lo rende noto l’ufficio stampa della Regione Puglia. Sul caso «la direzione Generale della Asl Lecce e la Regione Puglia – è scritto in una nota – hanno già relazionato allo stesso ministero della Salute, specificando che i tempi di urgenza per l’esecuzione di esami diagnostici su pazienti oncologici vengono sempre rispettati. Nel caso specifico, la donna affetta da patologia oncologica ha fatto richiesta di tac addome con mezzo di contrasto il 22 febbraio: le date disponibili erano 19 aprile e 20 aprile in strutture private convenzionate, 3 giugno presso il Poliambulatorio di Campi Salentina, il 30 giugno all’ospedale di Copertino e 20 ottobre 2017 all’ospedale Vito Fazzi di Lecce». Nella nota si specifica che «i tempi lunghi di attesa dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce sono dovuti al fatto che, in quanto struttura di II livello, deve rispondere alle esigenze di emergenza-urgenza e alle richieste per i pazienti interni, ricoverati in ospedale. La paziente in questione ha accettato solo la data del 20 ottobre 2017, sulla scorta di un riferito e non approfondito episodio allergico, non considerando che, tra le date e le strutture disponibili, c’era anche l’ospedale di Copertino dove viene garantita h24 la presenza dell’anestesista. E comunque, la paziente è tornata in ospedale il 4 marzo e ha discusso il suo caso particolare con il direttore dell’Unità operativa di Radiologia che ha preso in carico la paziente facendole eseguire una risonanza magnetica (al posto della Tac, proprio per il riferito caso allergico) il giorno 8 marzo». Il caso della signora era stato risolto ancor prima del clamore mediatico – dichiara nella nota il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – con gli strumenti, la prassi e le regole di un sistema sanitario che certo necessita di nuova forza lavoro e forse in alcuni casi di miglioramento organizzativo, ma che sicuramente è in grado di rispettare le esigenze del malato, soprattutto di quello più grave o con bisogni più evidenti. La task force del ministero avrà modo di raccogliere tutta la documentazione relativa al caso in questione per farne una attenta valutazione». «Da quanto riferito sull’accaduto dalla direzione della Asl di Lecce e considerando le date utili per l’esecuzione dell’esame, i tempi di attesa su casi urgenti vengono rispettati – aggiunge Giovanni Gorgoni, direttore del ipartimento Salute della Regione Puglia – la comunicazione da parte del medico prescrittore della urgenza diagnostica attiva corsie di prenotazione diverse rispetto a quelle per i casi differibili o per i quali sono previsti i tempi brevi, così come stabilito da normativa nazionale. Per gli oncologici e per i casi particolari – conclude Gorgoni – la prenotazione dovrebbe avvenire con il supporto dei servizi che hanno in cura il paziente, poiché sono loro a conoscere esigenze e problematiche specifiche».

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