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Strage di studenti Erasmus in gita. Chi erano le vittime italiane

Francesca Bonello; Elisa Valent; Valentina Gallo; Elena Maestrini; Lucrezia Borghi; Serena Saracino; Elisa Scarascia Mugnozza. Sono le 7 ragazze italiane che hanno perso la vita nello schianto del bus in Catalogna.”Dai riscontri incrociati sono 7 le vittime italiane, verosimilmente” perchè bisogna “attendere l’identificazione” per avere la “certezza piena”, ha affermato il capo dell’unità di crisi della Farnesina, Claudio Taffuri, parlando ai giornalisti. I feriti, ha aggiunto, “sono 6 di cui due già dimessi e due seri”.

Taffuri ha sottolineato la “complessità delle operazioni in corso, c’erano oltre 300 persone sui 5 autobus, molti italiani e anche tane altre nazionalità”. “tutti questi ragazzi non si erano notificati a noi, non ne sapevamo nulla fino a quando c’è stata la tragedia”, ha aggiunto, ribadendo la necessità di attendere l’identificazione delle famiglie, “tre in viaggio, le altre già arrivate sul posto”. Sulle cause dell’incidente, sta lavorando la polizia spagnola, “da quanto abbiamo appreso è stato un vero incidente stradale causato da un errore umano”.

Le vittime accertate sono al momento 13. Nell’elenco ufficializzato dalle autorità ci sono anche due tedesche, una romena, una uzbeka, una francese e una austriaca. Il disastroso bilancio parla anche di 34 feriti (tra cui due ragazze piemontesi e una di Genova) dei quali tre molto gravi, nove gravi e 22 non gravi. Le vittime erano di età compresa tra i 19 e i 25 anni.

La famiglia di Valentina Gallo, la studentessa di Firenze di 22 anni già identificata ieri, è già giunta sul posto dove, peraltro, si trova anche il console generale d’Italia a Barcellona Stefano Nicoletti.

Intanto, secondo il quotidiano spagnolo La Vanguardia, l’autista che ha perso il controllo dell’autobus degli studenti Erasmus è indagato per “imprudenza” e per omicidio colposo plurimo. L’uomo, 63 anni, doveva comparire davanti a un giudice alle 10, ma l’interrogatorio è stato rinviato per le sue cattive condizioni di salute. Ieri sera è stato interrogato dal Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana. Gli inquirenti hanno ipotizzato da subito un “fattore umano”, probabilmente un colpo di sonno che ha fatto perdere all’autista il controllo del mezzo.

Continuano senza sosta i lavori di identificazione e le indagini per stabilire le cause dello schianto del pullman su cui viaggiavano 61 persone. Secondo El Pais, a Tortosa sono al lavoro da ieri 17 medici forensi e due specialisti in odontoiatria forense, convocati per i casi di riconoscimento più difficili, date le condizioni di alcuni corpi dopo il violento impatto del veicolo. Molti ragazzi non avevano nemmeno i documenti e, in molti casi, sono saliti sui pullman in un ordine diverso rispetto a quello dell’andata. Parlando a Catalunya Ràdio, Jordi Jane, responsabile degli Affari interni per la Catalogna, ha spiegato che si sta procedendo con cautela al riconoscimento delle vittime e che “le 13 vittime sono state identificate, ma non ufficialmente” perché manca il test del dna. In ogni caso, ha aggiunto Jane, “l’Italia è in lutto”.

La Generalitat di Barcellona ha organizzato un dispositivo di accoglienza all’aeroporto del capoluogo catalano per accogliere e informare i famigliari degli studenti coinvolti nell’incidente. Alcune famiglie sono già arrivate in Catalogna: si tratta del padre della giovane uzbeka e dei genitori di alcune delle ragazze italiane morte. Le famiglie vengono accolte dalle autorità in un albergo di Tarragona, circa un’ora di auto da Barcellona. Nell’ospedale della stessa città sono stati ricoverati i feriti. Nell’albergo personale della Farnesina, secondo quanto appreso, assiste i familiari degli studenti coinvolti nell’incidente.

Al cordoglio per le vittime si è unita anche la politica. Dopo il messaggio di ieri del premier Matteo Renzi, il Pd ha deciso di annullare la Direzione nazionale prevista per oggi alle ore 18 riconvocandola per il prossimo 4 aprile.

ECCO CHI ERANO LE VITTIME ITALIANE

All’obitorio di Tortosa gli arrivi continuano. I voli sugli aeroporti della Catalogna accompagnano da tutta l’Europa i familiari delle tredici studentesse morte nell’incidente del bus che le riportava a Barcellona dopo una gita a Valencia. L’iniziativa era parte del programma del soggiorno Erasmus in Spagna, un’opportunità per i ragazzi di allargare i propri orizzonti, migliorare la propria preparazione, conoscere un altro ambiente rispetto a quello di provenienza. Un sogno, per alcuni di loro, interrotto bruscamente all’alba di domenica.

Le vittime italiane. Il portavoce del governo catalano ha confermato quanto anticipato ieri sera dalla Farnesina: sette delle vittime sono ragazze italiane che studiavano all’università di Barcellona. Si tratta di Francesca Bonello Elisa Valent, Valentina Gallo, Elena Maestrini, Lucrezia Borghi, Serena Saracino e Elisa Scarascia Mugnozza. Le famiglie sono state informate. Le altre vittime sono due studentesse tedesche, una francese, una romena, un’austriaca e un’uzbeca. Tutte avevano tra i 22 e i 25 anni.

La prima vittima italiana identificata è Valentina Gallo. Fiorentina, 22 anni, era iscritta alla facoltà di Economia per uno stage di sei mesi. Era arrivata in Spagna alla fine di gennaio e sarebbe dovuta rientrare in Italia all’inizio dell’estate. La famiglia è in Spagna da ieri. Nella notte, invece, la seconda brutta notizia: le condizioni di Elena Maestrini, 21 anni, di Gavorrano (in provincia di Grosseto) si sono aggravate e alle alle 4 del mattino la giovane è stata dichiarata morta. Studiava Economia e managment, era a Barcellona da un paio di mesi e sarebbe dovuta rientrare in Italia per le vacanze di Pasqua. Con ogni probabilità erano amiche e per questo erano salite sullo stesso autobus. Più fortunate altre due giovani toscane. Altre due ragazze in Erasmus nella stessa facoltà erano a casa a Firenze, perché erano rientrate dalla Spagna per il weekend per motivi familiari.

E’ deceduta anche Serena Saracino, 23 anni, torinese. Frequentava a Barcellona la facoltà di Farmacia. Dopo l’incidente era stata ricoverata, ma le sue condizioni erano gravi e non ce l’ha fatta. Serena avrebbe compiuto 23 anni il 28 marzo, il giorno di Pasquetta: “Era un angelo dai capelli lunghi, molto studiosa e ubbidente come oggi è difficile trovare – ha detto il padre – .Amava molto Barcellona che però le è costata la vita e ha ucciso anche il suo papà e la sua mamma”.

I familiari di Serena – il padre è medico condotto a Settimo Torinese – erano partiti nel pomeriggio in auto dopo che avevano tentato inutilmente di mettersi in contatto con la figlia. La famiglia è originaria di Dronero, nel Cuneese, dove il padre ha un secondo studio oltre a quello di Torino.

Non ce l’ha fatta neanche Francesca Bonello, 24 anni, genovese, residente nel quartiere di Castelletto. Studiava Medicina ed era in Erasmus da pochi mesi a Barcellona, dove frequentata la facoltà di Medicina. Elisa Valent, friulana di Gemona, studiava all’Università di Padova e da qualche mese si era trasferita per Erasmus a Barcellona. Era romana Elisa Scarascia Mugnozza, che si era trasferita nella città spagnola per studiare Medicina.

Le procedure per l’identificazione sono state molto complesse. A bordo c’erano 56 studenti di 14 nazionalità diverse. La maggior parte dei ragazzi dormiva quando – poco dopo l’alba – è avvenuto l’incidente sull’autostrada Ap7 che collega la Catalogna alla Francia. Molti di loro non avevano i documenti addosso e rispetto al viaggio di andata alcuni avevano cambiato pullman per riunirsi con gli amici.

I corpi sono stati trasferiti all’obitorio dell’ospedale di Tortosa e qui, nel centro allestito dalle autorità, un gruppo di psicologi da ieri notte ha iniziato ad accogliere le prime famiglie arrivate per il riconoscimento delle salme. I 34 feriti sono stati invece portati in diversi ospedali della regione. I feriti italiani sono 6 di cui 2 già dimessi e 2 in gravi condizioni. Tra i feriti italiani c’è un’altra ragazza toscana, proveniente da Greve in Chianti. Una studentessa piemontese è ricoverata: Annalisa Riba, 22 anni, originaria di Dronero (Cuneo); frequenta a Barcellona la facoltà di farmacia. E’ fuori pericolo. C’è anche una studentessa modenese del 1992 iscritta a Giurisprudenza all’UniMoRe (Università di Modena e Reggio Emilia) tra i giovani Erasmus coinvolti nell’incidente del bus in Spagna. E’ stata operata ieri e al momento è in coma farmacologico, ma non in pericolo di vita.

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