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QUESTIONE ROM/ Magi: i candidati-sindaci considerino il piano della ass. 21 luglio

«Il piano presentato stamattina dall’Associazione 21 Luglio, che come già avvenuto in passato svolge un lavoro quasi di supplenza delle istituzioni, è l’unico piano possibile per superare e chiudere i campi rom. In alternativa ci sono azioni che continuerebbero a far rimanere l’amministrazione nell’illegalità e a creare disagio per chi vive dentro e intorno ai campi». Lo ha detto il segretario dei Radicali Italiani Riccardo Magi, interpellato a margine di una conferenza stampa organizzata dall’Associazione 21 luglio, che ha presentato il documento «Roma: oltre le baraccopoli», con un piano sottoposto ai candidati sindaco della Capitale. «Ora la sfida per i candidati sindaci è quella di fare proprio questo piano: il problema sta nelle enormi resistenze che ci sono, le stesse che abbiamo incontrato quando nella scorsa amministrazione Marino abbiamo tentato con la 21 Luglio di far adottare dalla giunta un piano strategico di superamento dei campi, e sono resistenze sia dei soggetti che evidentemente anche in maniera assolutamente lecita guadagnano dalla gestione dei servizi che ruotano intorno ai campi e però anche di una parte consistente della politica che è presente anche all’interno del Partito democratico che in qualche modo rappresenta e tutela da un punto di vista politico questi interessi». Per Magi «questa è la vera sfida, io spero che ci sia un impegno chiaro su questo piano nel corso dei prossimi giorni della campagna elettorale»
Sono venuto ad ascoltare perché questo è un tema che come sapete in ogni campagna elettorale viene riproposto, e le dichiarazioni che vengono fatte poi corrispondono al fallimento di qualunque tentativo di risolvere il problema perché ogni campagna elettorale ce lo ritroviamo di fronte». Così il candidato sindaco di Roma del centrosinistra, Roberto Giachetti (Pd), interpellato a margine della conferenza stampa. «La 21 luglio è un’associazione che affronta questo problema alla radice, e in un contesto molto interessante, legato al fenomeno sociale e non etnico, e mi sembra un’impostazione assolutamente giusta e realista – ha aggiunto – però prima di parlare voglio studiare, perché sono cose importanti, una visione anche diversa rispetto a quella che c’è stata negli anni scorsi, che va approfondita». «Sicuramente li convocherò per parlarne attraverso i tavoli del programma che sto mettendo in piedi per realizzare alcuni punti – ha concluso – E poi, dopo che ci avrò parlato e avrò studiato le loro carte, sicuramente qualcosa nel mio programma di queste idee ci sarà».

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