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FISCO/ La Finanza sequestra i beni del gruppo Cerolini

– Le fiamme gialle di Macerata e Civitanova Marche hanno sequestrato beni – tra cui un noto bar di Macerata, distributori di carburanti, quote societarie, locali commerciali e disponibilità bancarie – riconducibili al Gruppo Cerolini, come corrispettivo di imposte evase per 8.300.000 euro . Dieci le persone segnalate alla Procura della Repubblica di Macerata per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e in particolare all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione dei redditi fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti falsi, omessa dichiarazione, occultamento o distruzione di scritture contabili, indebita compensazione. A cadere sotto la lente d’ingrandimento della Guardia di finanza sono state le imprese riconducibili a Giuseppe Cerolini, tra cui la Effemme srl, società che spazia dalla gestione di punti di distribuzione di carburante a quella di bar e ristoranti. Il 21 gennaio scorso i finanzieri avevano eseguito un primo decreto di sequestro per equivalente, confermato dal Tribunale per il riesame, per oltre 13 milioni di euro evasi. In quel caso le attività erano scaturite da verifiche fiscali avviate su una serie di società operanti in vari settori (commercio all’ingrosso di calzature e accessori, pellami, plastica, distribuzione di carburanti e ristorazione). Stando al quadro accusatorio, sarebbe stato architettato un sistema organizzato di società per frodare il fisco attraverso l’uso di fatture per operazioni commerciali inesistenti e rispetto a cui Giuseppe Cerolini ricoprirebbe un ruolo primario, come effettivo amministratore di molte delle società controllate. La Guardia di finanza ha sequestrato, con l’ultimo decreto, 11 beni immobili (8 fabbricati e 3 terreni); 9 società di capitali e una ditta individuale cui fanno capo un negozio di calzature; una macelleria; una pizzeria; 6 ristoranti; 5 bar; 4 distributori stradali; un centro estetico; 16 veicoli. Rientrano nella gestione delle aziende sequestrate anche una caffetteria nel centro storico di Macerata e vari locali, tra ristoranti e bar, presenti sulla costa, nonché le società che detengono la proprietà della Civitanovese calcio. I sequestri sono stati eseguiti nelle province di Macerata, Ancona, Fermo, Foggia, Firenze, Prato, Crotone, Roma, Terni, Ravenna e Chieti. Le indagini hanno riguardati complessivamente un periodo di tempo che va dal 2007-2008 al 2013.

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