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Bruxelles: rilasciato il reporter, non era lui il terzo uomo


Ricominciano le indagini sul terzo uomo, quello “con il cappello”. Non era il reporter freelance Faysal Cheffou, tra gli arrestati giovedì scorso. La caccia al terrorista continua: la Polizia belga ha postato sul proprio sito il video nel quale il terzo sospetto terrorista compare nelle foto degli attentatori di Zaventem. Gli inquirenti hanno ri-postato quelle immagini chiedendo a tutti di informare nel caso in cui venga riconosciuto. “Gli indizi che avevano portato all’arresto del di Faysal Cheffou non sono stati confortati dall’evoluzione dell’inchiesta in corso”, ha dichiarato la procura in un comunicato. “Di conseguenza – ha continuato – l’interessato è stato rimesso in libertà dal magistrato istruttore”. Cheffou resta comunque accusato di terrorismo.

Chi è Cheffou. È un giornalista freelance che si occupa di diritti dei migranti. Nei giorni scorsi, i media avevano identificato il “terzo uomo” del video con il giornalista. Me nel pomeriggio è giunta la notizia del rilascio del free lance. Cheffou – finora unico incriminato nel dossier sugli attentati di Bruxelles – non aveva né confessato, né fornito il proprio dna per l’identificazione.
Nel filmato diffuso sul sito della Polizia belga si vede l’uomo di sempre, che indossa un cappello e una giacca bianca, mentre spinge un carrello con un’enorme valigia attraverso la hall delle partenze, accanto ai terroristi che qualche minuto dopo si faranno saltare in aria, i kamikaze Ibrahim El Bakraoui e Najim Laachraoui, che però nel nuovo video sono ombrati. “È un nuovo video che non era stato diffuso prima”, ha precisato un portavoce della procura.

Le autorità greche avevano trasmesso a quelle belghe tutti i risultati delle perquisizioni di gennaio 2015 nell’appartamento di Abbaoud ad Atene, grazie alle quali furono ritrovate mappe e disegni dell’aeroporto di Zaventem. Abbaoud era il ring leader delle stragi del 13 novembre di Parigi, morto nel blitz di Saint Denis. Lo afferma la tv greca Ert sul suo sito web. Secondo Ert, le autorità greche avevano convenuto con quelle belghe di procedere insieme alle perquisizioni dell’appartamento di Pagrati, dove Abbaoud aveva vissuto a gennaio 2015. Ma la collaborazione è saltata e i belgi hanno chiesto ai greci di procedere da soli. La polizia greca il 17 gennaio aveva individuato l’appartamento in questione e arrestato quattro persone, tre delle quali furono rilasciate per mancanza di prove mentre uno, cittadino algerino, è stato estradato in Belgio. Dieci giorni dopo però uno dei tre posti in libertà, che aveva dichiarato di essere cittadino siriano, è stato richiesto dal Belgio dopo aver capito che si trattava in realtà di un cittadino francese attivo nella rete jihadista. Di lui si sono perse le tracce: secondo alcuni media si trattava di Reda Kriket, francese di 34 anni arrestato giovedì in un sobborgo di Parigi con l’accusa di stare pianificando attacchi terroristici. Le autorità belghe hanno fornito un nuovo bilancio delle vittime degli attentati del 22 marzo, in Belgio. I morti sono 35: 31 persone rimaste uccise nei due siti attaccati e 4 morti negli ospedali. Negli attentati sono morti anche i kamikaze, il cui numero ufficiale è fermo a tre. Sono 96 le persone ancora ricoverate in ospedale. La procura belga ha confermato gli arresti per altri tre terroristi. Si tratta di Yassine A., Mohamed B. e Aboubaker O., arrestati nei raid di giovedì scorso a Bruxelles e ad Anversa.

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