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Nei ristoranti la metà dei clienti, è stata una Pasqua da dimenticare

Nei ristoranti la metà dei clienti, è stata una Pasqua da dimenticare, non c’è Giubileo che tenga e non può essere solo l’eco delle bombe di Bruxelles. C’è dell’altro e qualcuno deve ragionare e porre rimedio. Roma non può permettersi altre débâcle turistico-economiche di questa portata. Ma le associazioni di categoria si limitano alla lamentela.«Non era certo questa la Pasqua che ci si aspettava». Le parole del residente di Confcommercio Rosario Cerra sintetizzano il bilancio delle festività appena trascorse: meno turisti e di conseguenza meno «affari». Tommaso Tanzilli, il direttore di Federalberghi Roma (martedì ai microfoni di Radio Roma Capitale) traccia un primo bilancio: «Con il last minute abbiamo parzialmente recuperato rispetto alle previsioni sottotono. C’è stato un recupero parziale: dal -4% previsto siamo arrivati al -2 o 3%. Però last minute significa anche prezzi più bassi». Conferma il presidente di Federalberghi Giuseppe Roscioli: «Purtroppo le cifre sono queste. Eravamo abituati ad incrementi del 4% l’anno di presenze, quest’anno con ogni probabilità non ci arriveremo. Anzi, speriamo di mantenere le stesse dell’anno scorso».
Ma a vedere nero sono i negozianti. Pochi consumi, crisi sempre più forte: «L’aspetto più evidente — prosegue il presidente di Confcommercio — è stata la mancanza del turismo straniero che, soprattutto in centro, ha fatto registrare negli esercizi commerciali un calo di quasi il 15%, compensato solo in parte nelle altre zone della città dai romani rimasti: nei quartieri si può parlare di un meno 10%». E anche i ristoratori si lamentano. I romani rimasti a casa per il cattivo tempo a Pasquetta hanno portato a un leggero recupero, ma il dato resta un calo del 5% sui consumi pasquali, con la debacle per le carni e gli agnelli, meno 15%. «La paura degli attentati – conclude Rosario Cerra – ha piegato ancora verso il basso una curva dei consumi che non riesce da tempo a invertire il trend negativo. Faccio appello ai candidati sindaco affinché il rilancio economico della città venga inserito nella parte alta dell’agenda dei programmi elettorali».

Anche la Confesercenti parla di meno 11% di presenze turistiche, ristoranti in centro al 50% ed una spesa media di 70 euro a famiglia per gli alimentari. «Del resto —afferma il presidente Valter Giammaria — un nostro sondaggio aveva già rilevato che 8 italiani su 10 avrebbero trascorso le feste in casa. Gli albergatori hanno rimodulato a ribasso i prezzi delle camere, ci sono state prenotazioni last minute, ma gli stranieri a Roma si attestano comunque con un meno 5% dovuto anche alla minaccia terroristica». E la Cna Commercio vede un «crollo»: «Era prevedibile — afferma Giovanna Marchese Bellaroto — anche i romani sono cittadini europei. Per fortuna c’è stato un incremento nel settore dei dolciumi artigianali e della panificazione». Secondo Bernardino Bartocci presidente di Assopanificatori, mentre i consumi di prodotti industriali sono diminuiti del 15%, quelli artigianali hanno mostrato segnali positivi.

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