| categoria: Il Commento, Senza categoria

Il Consiglio d’Europa e i cinquecento anni del Ghetto

di Maurizio Del Maschio
Forse non molti si rendono conto di quanto l’istituzione del ghetto abbia inciso, con le sue luci e le sue ombre, nel bene e nel male, alla formazione della nostra vecchia Europa. L’importanza della circostanza non è sfuggita al Consiglio d’Europa, l’organizzazione internazionale nata dal trattato di Londra del 5 maggio 1949 il cui scopo è promuovere la democrazia, i diritti dell’Uomo, l’identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali nel nostro continente e non solo. Per questo, il 29 e il 30 marzo scorsi, nell’Ufficio di Venezia del Consiglio ha avuto luogo un’importante riunione Dell’AEPJ, (Association Européenne pour la Préservation et la Promotion du Patrimoine Juif), l’Associazione Europea per la Conservazione e la Promozione del Patrimonio Ebraico.
Il Consiglio, infatti, intende potenziare la propria attività per diffondere la consapevolezza dell’apporto ebraico alla civiltà europea agendo su un duplice fronte. Da un lato concentra sforzi e risorse riguardo all’educazione e alla formazione delle nuove generazioni per renderle consapevoli dell’importante contributo ebraico alla storia e alla cultura dell’Europa e dall’altro svolge un’efficace campagna volta alla protezione del patrimonio ebraico, materiale e immateriale, riguardante l’arte, la religione, la spiritualità e la cultura in generale. Un particolare interesse è rivolto alla cinematografia volta a diffondere la tutela delle culture, anche minoritarie, nella loro pluralità.
Il patrimonio artistico e culturale ebraico in genere è stato riconosciuto dal Consiglio d’Europa
come parte integrante del patrimonio europeo. Dal 2005 l’itinerario ebraico europeo fa parte a pieno
titolo dei 33 itinerari culturali certificati. Questo programma, nato nel 1987, vuole dimostrare in
modo visibile, attraverso un viaggio nel tempo e nello spazio, che il patrimonio dei Paesi europei
costituisce un valore culturale comune atto a concorrere alla promozione di un’identità culturale
europea e una cittadinanza europea fondata sui diritti dell’Uomo, sulla democrazia culturale,
sull’importanza delle diversità armonizzate. Con ciò intende creare la consapevolezza nei cittadini
europei di essere portatori di un’identità culturale comune, incoraggiando il dialogo fra le culture e
le religioni e valorizzando il patrimonio culturale e naturale del nostro continente.
Oltre al consolidamento e alla diffusione della Giornata Europea per la Cultura ebraica, Il Consiglio
d’Europa, come hanno sottolineato il Vice Segretario Generale Gabriella Battain-Dragoni e la
Direttrice dell’Ufficio veneziano Luisella Pavan Woolfe, intende promuovere la riscoperta
dell’itinerario ebraico europeo, comprendente non solo i luoghi della storica presenza ebraica
attualmente esistenti, ma pure quelli non più vitali, dove la presenza di una comunità ebraica è
venuta meno per esodi del passato o per le recenti tragedie della shoàh operata dai nazisti e dei
pogrom zaristi e sovietici che hanno cancellato intere comunità ebraiche soprattutto nell’Europa
orientale. Il Consiglio intende coinvolgere, con un movimento “dal basso”, cittadini, ebrei e non
ebrei, associazioni ed enti per il recupero della cultura ebraica in tutte le sue forme. In sintonia con
l’AEPJ, intende promuovere la conservazione e la valorizzazione della cultura e del patrimonio
ebraico in Europa incoraggiando l’apertura al pubblico dei siti ebraici. Con l’itinerario europeo del
patrimonio ebraico, in particolare, certificato dal Consiglio d’Europa e rientrante nel più vasto
comparto degli itinerari culturali europei, la collaborazione fra il Consiglio e l’Associazione ebraica
si propone di dimostrare come il patrimonio ebraico abbia dato il suo determinante apporto ad un
unico patrimonio culturale condiviso. In questo itinerario sono compresi non solo i complessi
monumentali, maggiori e minori, che testimoniano la presenza ebraica nelle diverse contrade
europee, ma pure i lacerti lasciati dalla scomparsa delle comunità. Una particolare rilevanza hanno i
cimiteri ebraici sparsi in Europa, primo fra tutti quello veneziano, non solo quali testimoni eloquenti
di una presenza sociale vivace e continuativa, ma anche per la rilevanza artistica che attesta una
grande varietà culturale, frutto del contatto con le società nelle quali gli ebrei sono stati per secoli
immersi. Inoltre, sovente conservano le spoglie mortali di grandi rabbini, di qabbalisti, di filosofi, di
persone di cultura che hanno caratterizzato epoche e città. Con ciò, il Consiglio d’Europa realizza i
principi fondamentali a cui ispira il proprio operato: la tutela dei diritti umani e della democrazia
culturale nonché la diffusione della cultura attraverso lo scambio reciproco.
L’importanza del compimento del cinquecentesimo anniversario dell’istituzione del ghetto di
Venezia, primo nel mondo, è sottolineata pure dallo scoprimento di una targa nel museo ebraico di
Venezia per ricordare il ruolo fondamentale del patrimonio culturale ebraico nella storia e nella
cultura dell’Europa. In tale occasione la dott.ssa Battaini-Dragoni è stata insignita di un’onorificenza
dell’AEPJ quale riconoscimento di quanto da essa operato a favore del dialogo interreligioso e per la
sua sensibile attenzione nei confronti della presenza ebraica il Europa.
L’Ufficio veneziano del Consiglio d’Europa consolida così l’importanza della sua presenza in città e
la collaborazione con le istituzioni locali, nazionali e internazionali.

Ti potrebbero interessare anche:

Adesso rubano anche i guard rail, bloccati nel Salernitano con mezzo chilometro materiale già smonta...
TV/ A Feltrinelli il 100% di Effe tv, rilevato il 30% di La7
CRISI/ In mani straniere il 44% delle spa italiane quotate
Resistenza a pubblico ufficiale, assolto vice sindaco di Roma
USA2016/ Imbarazzo per il candidato Christie, cacciato dalla carrozza del treno
Influenza, parte campagna vaccinale per gli operatori sanitari



wordpress stat