| categoria: Roma e Lazio

«Troppi affidamenti senza gara», l’Anac fa le bucce al Campidoglio

Sono ancora troppi gli appalti affidati senza gara dal Comune di Roma, anche se nel 2015 c’è stata un’inversione di tendenza. Il presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone, nel documento inviato al commissario Francesco Paolo Tronca, sottolinea che nell’affidamento diretto «permangono criticità» e che «il rilevante ricorso allo strumento della procedura negoziata rende necessaria l’adozione di incisive misure correttive». Occorre infatti, sottolinea il magistrato,«rispondere alle prospettive delineate dal prossimo codice degli appalti, soprattutto in tema di programmazione e pianificazione nonché di centralizzazione degli acquisti».
Di affidamenti diretti l’anno scorso ce ne sono stati 2.795 rispetto ai 3.262 dell’anno precedente. Dunque gli appalti attribuiti senza gara sono stati quasi 500 in meno, però sono aumentati gli importi, passati dai 111.270.727 euro del 2014 ai 157.144.608 euro del 2015. Con la conseguenza che è cresciuta l’incidenza degli affidamenti diretti sul totale delle procedure negoziate: dal 26,57% di due anni fa al 39,23% dell’anno scorso. A fronte di questi numeri, l’Anticorruzione invita il Campidoglio a correggere il tiro. E consiglia alcune regole da rispettare, come la rotazione delle imprese invitate, il rispetto del loro numero minimo previsto dalle norme e dai regolamenti, la verifica dei requisiti degli aggiudicatari.
Il Campidoglio, in una nota, ha dichiarato di accogliere «con favore» l’analisi dell’Autorità presieduta da Cantone. «Il significativo trend di miglioramento rilevato – scrive il Comune -, ottenuto in virtù della vigilanza collaborativa instaurata con l’Anac, sarà confermato nel corrente anno grazie all’azione correttiva intrapresa sin dall’insediamento della gestione commissariale. In tale direzione vanno la ridefinizione degli assetti organizzativi conseguenti al nuovo codice dei contratti, il nuovo ruolo attribuito alla centrale unica di committenza, chiamata a supervisionare gli appalti a evidenza pubblica, e la standardizzazione delle procedure negoziate».

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