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Renzi: «Pronti all’aiuto in Libia non vuol dire bombardare»

La leadership dell’Italia in Libia «significa che siamo pronti a dare una mano dal punto di vista degli aiuti sociali, delle forze di polizia, della cooperazione internazionale, non che ci alziamo la mattina e andiamo a bombardare qualcuno». Lo afferma il presidente del Consiglio Matteo Renzi oggi in visita a Washington.

«Credo che la cosa fondamentale sia una Libia stabile: nostro obiettivo è sostenere il governo dal punto di vista sociale, economico e di aiuti. Se poi »ci sarà un intervento della comunità internazionale nelle modalità e nei tempi» giusti, «noi faremo la nostra parte», ha detto ancora il premier parlando con i giornalisti a Washington. «L’Italia è in prima fila a far di tutto perché il governo Serraj funzioni», ha aggiunto.

«Non c’è stato nessun colloquio su possibili interventi» durante gli scambi di opinione che ci sono stati ieri sera durante la cena di apertura del summit nucleare di Washington con gli altri leader», ha detto il premier. Possibili interventi «non sono all’ordine del giorno come sembra da alcune ricostruzioni», ha ribadito spiegando che bisogna agire «con buon senso e intelligenza».

«L’Italia porta nei consessi internazionali la dose di equilibrio che ha da sempre. Sulla Libia abbiamo sempre detto che bisognava puntare sul tentativo dell’Onu, poi sul governo Serraj che sentiamo regolarmente. Gli diamo il contributo che chiede», ha aggiunto Renzi. La Libia è importante per la stabilizzazione dell’area, ma bisogna avere «grande prudenza buon senso e equilibrio».

«In Libia si è fatto un errore qualche anno fa: ne abbiamo pagato tutti le conseguenze a lungo. Adesso obiettivo dell’Italia è riuscire a ridare un governo ai libici. L’Italia con tutte le sue strutture sta aiutando ai massimi livelli perché il governo possa aumentare il consenso e superare la tragica esperienza» di questi anni, ha proseguito il premier. «Giorno dopo giorno stiamo cercando di dare una mano perchè la Libia esca dalla confusione», ha aggiunto.

«Sosteniamo tutti insieme lo sforzo del Governo di al-Sarraj, finalmente a Tripoli», aveva scritto su Twitter il presidente del Consiglio che pubblica una foto del suo incontro a Palazzo Chigi con al-Sarraj.

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