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Caos Lazio, via Pioli la squadra a Inzaghi. Scontri con la polizia a Formello

Contestazione dei tifosi e ribaltone in panchina, dopo il pesante 1-4 subito nel derby con la Roma: è caos in casa Lazio. A Formello alcune centinaia di tifosi inferociti hanno assaltato il centro sportivo in attesa del pullman della squadra, per giunta arrivato semivuoto. Per disperderli, gli agenti della Polizia hanno caricato usando lacrimogeni e idranti: il bilancio è di un agente ferito e quindici fermati. Il tutto mentre la società, dopo aver annunciato il ritiro della squadra a Norcia, decideva di esonerare Stefano Pioli e affidare la panchina biancoceleste per le restanti sette partite di campionato al tecnico della Primavera, Simone Inzaghi. È durata 661 giorni l’avventura di Pioli sulla panchina della Lazio. Un anno e 9 mesi che dal 12 giugno 2014 lo hanno visto passare dalle stelle alle stalle nel giro dell’estate scorsa. Dall’altare del terzo posto conquistato la scorsa stagione, dopo una cavalcata strepitosa in cui la Lazio giocò a tratti il miglior calcio d’Italia distinguendosi come il secondo miglior attacco della Serie A (con 71 reti, una sola in meno della Juventus campione d’Italia in carica) e una delle migliori difese del campionato, alla debacle totale di questo 2015/16 amaro di soddisfazioni. Dopo la sconfitta nella finale di Coppa Italia subita contro la Juventus all’Olimpico, i primi cenni di cedimento del gruppo si erano manifestati con il nuovo ko in Supercoppa a Shanghai ad agosto, sempre contro i bianconeri. Le grane per la fascia di capitano affidata a Biglia e i mugugni di Candreva hanno aperto una spaccatura che non si è mai sanata all’interno del gruppo e che ha contribuito all’eliminazione nel preliminare di Champions ad opera del Bayer Leverkusen. Svanito il sogno, la Lazio si è come sfaldata. Colpe di Pioli, ma anche dei tanti infortuni (pesante quello di De Vrij, out da fine settembre) e della società che a gennaio ha ingaggiato il solo Bisevac, a parametro zero, evidentemente non all’altezza di sanare i tanti guai difensivi dei biancocelesti. Pioli ha sempre rifiutato di dimettersi, neanche dopo il pesante 0-3 con lo Sparta Praga in Europa League, ultimo degli obiettivi rimasti: «Non mollo, ci metto la faccia», aveva detto allora. È il quarto allenatore esonerato dell’era Lotito dopo Caso, Ballardini e Petkovic

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