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Ddl Concorrenza: verso stop esame dopo le dimissioni della Guidi

Nuova pausa di riflessione in arrivo per il ddl Concorrenza – da più di un anno in discussione in Parlamento – dopo che ha perso il ministro di riferimento a seguito delle dimissioni di quello dello Sviluppo Economico, Federica Guidi. “Credo che una pausa di rispetto nei confronti del nuovo ministro, chiunque sarà, sia doverosa”. Ha detto Salvatore Tomaselli (Pd) che insieme a Luigi Marino (Ap) è il relatore del provvedimento in commissione Industria del Senato. “Immaginiamo e ci auguriamo – ha aggiunto – che questa pausa sia il più breve possibile anche perché il provvedimento ormai è agli sgoccioli”.

E’ da più di un anno in discussione in Parlamento il disegno di legge che per la prima volta ha dato attuazione al provvedimento annuale sulla concorrenza previsto per legge dal 2009.

Il testo – proposto dal ministero per lo Sviluppo Economico – e approvato dal Consiglio dei ministri il 20 febbraio 2015 prevede una serie di liberalizzazioni in campi che vanno dalle assicurazioni auto all’energia, dalle banche ai taxi. Tra le altre lo stop al monopolio di Poste sulla distribuzione delle multe e delle contravvenzioni o incentivi per l’incremento della concorrenza nella distribuzione farmaceutica.

Obiettivo del provvedimento quello di incentivare la crescita con misure in favore dei consumatori (sveltendo e rendendo più semplice, ad esempio, il passaggio da una polizza Rc a un’altra ma anche prevedendo sconti per operazioni di trasparenza come l’inserimento nell’auto della scatola nera o di rilevatori di tasso alcolico). E’ previsto ancora, per quanto riguarda i servizi bancari, il potenziamento della trasparenza nella vendita di polizze, contratti di finanziamento e mutui.

Approvato alla Camera il 7 ottobre scorso (Leggi il DOSSIER DEI TECNICI dopo l’approvazione a Montecitorio) il testo è approdato in commissione Industria a Palazzo Madama dove – dopo un lungo ciclo di audizioni che ha visto auditi da Federfarma al consiglio nazionale del notariato al parlamentino nazionale dei taxi – il 10 dicembre 2015 è stato fissato il termine per gli emendamenti.

Diverse le modifiche già apportate dalla commissione Industria, il provvedimento dovrà dunque tornare alla Camera una volta approvato da Palazzo Madama.

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