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Panama Papers, prima vittima: si dimette il premier islandese Gunnlaugsson

Il premier islandese Sigmundur Gunnlaugsson, coinvolto nel caso dei Panama Papers, ha offerto le sue dimissioni. E’ la prima vittima eccellente della maxi-inchiesta sui conti offshore di vip e potenti. Gunnlaugsson ha provato a sciogliere il Parlamento ma il presidente Olafur Ragnar Grimsson aveva respinto la richiesta. Ieri sera migliaia di islandesi erano scesi in piazza contro di lui. L’attuale ministro dell’Agricoltura potrebbe prendere il suo posto, dice la Bbc online.

Lo scandalo Panama Papers coinvolge 12 tra ex ed attuali capi di Stato. Nel merito, oggi è intervenuto per la prima volta il primo ministro britannico David Cameron: «Non ho azioni, né conti offshore, né fondi offshore», ha replicato durante un incontro pubblico a Birmingham, alle accuse contenute nei Panama Papers sul ‘tesoro’ di famiglia che suo padre Ian avrebbe occultato in un paradiso fiscale e alle contestazioni dell’opposizione laburista. Il primo ministro britannico ha tuttavia glissato sulla domanda di Sky News se abbia beneficiato delle fortune paterne d’oltremare.

Di fronte alla domanda del giornalista, Cameron ha reagito in questi termini: «Per quel che riguarda i miei affari finanziari, non ho azioni. Ho un salario come primo ministro, ho alcuni risparmi da cui ricavo degli interessi e ho una casa, che usavamo per viverci, ma che ora ho lasciato mentre abitiamo a Downing Street. E questo è tutto quello che ho». Poi, sempre senza mai citare eredità o patrimoni riconducibili al padre Ian, un facoltoso broker finanziario morto nel 2010 e citato per nome e cognome nelle carte di Panama, ha insistito: «Non ho azioni né trust offshore, non ho fondi offshore, nulla di questo genere». «Credo – ha concluso infine sbrigativo – che questo sia un quadro chiaro» della situazione.

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