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ELETTORANDO/ Storace contro tutti, complotti e commedie. Ma i romani non sanno…

Per i sondaggi è l’ultimo nei pensieri dei romani; per il centrodestra è una specie di corridore solitario in versione disturbatore, così Francesco Storace riaccende i riflettori vestendosi da picconatore. Nel più classico dei tour elettorali sceglie la Magliana per menare fendenti a destra e a sinistra. Soprattutto al Pd e a Zingaretti, accusati di insider trading politico-amministrativo e di scarsa memoria.
Su Nicola Zingaretti il fendente: “Io vorrei denunciare quello che sta accadendo:la Regione di Zingaretti sta facendo una cosa oscena, ha presentato una proposta di legge sui poteri da conferire a Roma Capitale dalla Regione e la tiene ferma nei cassetti della prima commissione. Non fa un passo avanti perché si vuole riservare il diritto di dare questi poteri a Roma a seconda del sindaco che vince, questa è una cosa scandalosa ed è grave che nessuno dei candidati né del centrodestra, né dei Cinque Stelle, né lo stesso Fassina dicano una parola su un colpo di stato. Perché una legge che deve dare poteri a Roma la si approva a prescindere dal candidato sindaco. Invece c’è un ostruzionismo incredibile, siamo alla quarta lettura attraverso varie formulazioni della legge e credo che questa sia una delle cose più gravi che possono accadere. È un complotto che fa capo alla Regione e a Nicola Zingaretti”.
Poi tocca al Pd e alla vicenda del debito monstre di Roma: “Che il Comune avesse debiti era noto. Registro la sottovalutazione del Partito democratico che adesso dice che non si può far nulla e che sono fatti vecchi e invece quando si parlava dei debiti della Regione no? Ma noi alla Regione abbiamo lasciato ospedali mentre al Comune hanno lasciato Estate Romana e metropolitane che non finiranno mai. Alla Regione i soldi sono stati spesi bene”.
Infine un pensiero anche per i potenziali alleati del centrodestra: “A gennaio ero io a dire ‘Attenzione, Bertolaso non è il candidato giusto’, a febbraio lo ha detto Salvini e a marzo lo ha detto Meloni, ad aprile lo dirà Berlusconi e a giugno si vota. Sembra ‘Scherzi a Parte’, la commedia del centrodestra su Bertolaso. È una candidatura che non ha avuto peso. Sabato e domenica ho un appuntamento importante a Orvieto e daremo risposte fiammeggianti”.

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