| categoria: Roma e Lazio

Galleria Borghese vuole sfrattare l’asilo per metterci un ristorante

IL “giardino incantato” rischia di essere sfrattato. A chiedere gli spazi di villa Borghese che ospitano 80 bambini della materna comunale è stata la direttrice della Galleria che ospita la collezione di Scipione Borghese, Anna Coliva. E il Comune ha congelato la richiesta in attesa che arrivi il nuovo sindaco: non è, infatti, una decisione che può prendere il commissario straordinario Tronca. Ma l’idea dello sfratto dei piccoli dall’edificio seicentesco è solo rimandata a dopo le elezioni di giugno. Quelle stanze sarebbero state infatti oggetto di un “uso improprio”, secondo la direzione della Galleria Borghese. Che punta a togliere giochi, banchi e mensa per piazzare gazebo, tavoli e cucine di un ristorante elegante ad uso del museo ma capace di vivere di commercio proprio.
Nominata a dicembre dal ministro Franceschini nella riforma che ha creato 20 super musei in Italia, Coliva, l’unica ad esssere sta riconfermata nel suo ruolo, ha preso alla lettera l’indicazione del ministro per una valorizzazione che renda più confortevoli e appetibili i gioielli del Bel Paese. E ha scritto al Campidoglio la sua richiesta per la “concessione in uso” della scuoletta di via Pinciana 10. Nelle aule vorrebbe allestire un punto ristoro e accoglienza per il mezzo milione di visitatori (506.442, nel 2015) della collezione iniziata nel Seicento dal cardinal Scipione Borghese e proseguita dai suoi eredi.

Così come il ristorante, già pronto, che scalda le cucine a palazzo Massimo in attesa che il Museo archeologico nazionale di piazza dei Cinquecento possa prendere i visitatori (anche) per la gola, Coliva punta a servire un piatto ricco agli ammiratori che entrano nella villa per contemplare gli dei scolpiti da Bernini, le bellezze dipinte da Tiziano, i tormenti di Caravaggio, la seduzione della Paolina di Canova. E che fino ad oggi si devono accontentare del magro punto ristoro interno. La scuola materna comunale serve anche per le cene di finanziamento del museo: libagioni fashion che, fino ad oggi, sono sate allestite, non senza polemiche, nel giardino davanti alla villa. Casa-quadreria, più che museo sul modello delle Gallerie nazionali, la Borghese in realtà si trova in una zona ben servita dal punto di vista della ristorazione. E, soprattutto, non ha il problema di incrementare i visitatori: gli ingressi sono infatti a numero chiuso e il sold out è una costante.Enclave dello Stato nel complesso comunale, la Galleria ha avuto già in concessione (scaduta) dal Campidolgio Meridiana e Uccelliera. E ora punta alla scuolina. Resta da vedere cosa nel pensa dell’espansione il cda fresco di nomina che, rispetto al decreto ministeriale del 17 dicembre 2015, deve registrare, accanto ai nomi di Marco Cammelli, Alberta Campitelli, della soprintendente Edith Gabrielli, oltreché di Coliva, l’uscita di scena di Guliano da Empoli, rimpiazzato da Maite Bulgari, una dei “mecenati”- amici della Galleria. E quale sarà in merito l’opinione del comitato scientifico: Francesca Cappelletti, Caterina Cardona, Patrizia Cavazzini, Luisa Musso.

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