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INTERVISTA/ Storace: “Chiusura dei campi rom, strade illuminate, lotta all’abusivismo commerciale”

Il candidato sindaco de La Destra promette una energica strategia di contrasto e va diretto al cuore del problema: “Roma deve avere i poteri legislativi della Regione”. “Diritto alla per i più poveri con il mutuo sociale, garanzia che nelle case popolari e negli asili abbiano accesso le famiglie degli italiani prima di quelle straniere”. Il Pd? “Non è credibile”. I grillini? “Temo una loro consiliatura per i risvolti negativi che potrà avere sulla città”.

di Giovanni Tagliapietra
La situazione delle candidature del centro destra è paradossale. Manca un leader autentico, una figura guida che i romani riconoscono immediatamente. Non lo è la Meloni, che pure i problemi di Roma li conosce e ha una lontana pratica di amministrazione (Provincia); non lo è Bertolaso, forse noto ma discusso, una cosa è fare il commissario straordinario con il portafoglio pieno, altro è affrontare la complicatissima gestione del Campidoglio. Non lo è, ancor di più Marchini, del quale – è evidente – i romani non si fidano del tutto. Sa amministrare le sue aziende, dovrebbe essere operativo, ma è a digiuno di amministrazione pubblica. Resta Francesco Storace. Ha pratica di Campidoglio, di amministrazione, ha mandato avanti una Regione, fa politica da sempre, è stato ministro, parlamentare, conosce gli uomini e il sistema. In poche parole, rispetto agli altri è competente. Sostanzialmente la sua immagine è di uomo e politico onesto. Ha avuto guai giudiziari, ne è uscito bene ; è uno dei pochi che si è dimesso di fronte all’ipotesi di reato, eppure aveva una poltrona di assoluto prestigio, quella di ministro della sanità. Poi può essere simpatico o antipatico. E’ sprezzante, tagliente nei giudizi, quando vuole stempera le tensioni con una battuta. Esprime e rappresenta una piccola fetta di opinione pubblica. Forse rappresenta il passato. E’ per questo che per il centrodestra è un alleato scomodo? E’ per questo che Berlusconi e gli altri non puntano su di lui? E’ per questo che i romani non lo premiano nei sondaggi? E’ perché è di destra, di quella destra che ricorda un passato che si vuol dimenticare?
Roma ha una serie di emergenze. Da che parte cominceresti a rimettere le cose a posto? Finanza, sicurezza, traffico, decoro? E come?
Il punto di partenza sono i poteri: Roma deve avere i poteri legislativi della Regione. Diritto alla casa per i più poveri con il mutuo sociale; garanzia che nelle case popolari e negli asili abbiano accesso le famiglie degli italiani prima di quelle straniere; illuminazione di tutte le strade, chiusura dei campi rom; un programma serio e costante di lotta contro ogni forma di abusivismo commerciale; chiusura della querelle sul concorsone del 2010 con l’assunzione dei vincitori.
Come giudica il Pd che si presenta a queste comunali? Rispetto al passato? E’ credibile? E se non perché? Hai la sensazione che sia etero diretto da Palazzo Chigi?

Il Partito Democratico non è credibile: ha lasciato debiti immensi alla città senza lasciare opere concrete, qualche piazzetta e un po’ di concerti. Un costo troppo elevato. Senza considerare la follia duplice della scelta di Marino prima e della sua defenestrazione poi. E nemmeno entro nel merito della vicenda Mafia Capitale.
Il fenomeno grillino. Viene dato per consolidato, la sua quasi-affermazione è scontata. Un voto di protesta. Nessuno ha scavato sotto, nessuno ha capito veramente con chi avrà a che fare. Quale cultura di governo?
Temo molto una consiliatura grillina per i risvolti negativi che potrà sortire sulla città. Abbiamo avuto il problema del debito di Rutelli e Veltroni, Mafia Capitale, Marino e le sue follie. La città è in rianimazione. Una consiliatura di marca 5Stelle rischia di affossarla definitivamente: a Roma occorre qualcuno con polso fermo e che sappia governare. Sfortunatamente, i 5Stelle non hanno mai governato neanche un condominio e rischiano di essere diretti da Casaleggio.
Roma fa schifo. Da tutti i punti di vista. Tu hai fatto parte di quella classe poltiica che ha fatto affondare la capitale. Perché?
Sarebbe facile replicare che non ho mai ricoperto incarichi di governo a Roma. Durante la consiliatura Alemanno io ero all’opposizione. L’unica opposizione, visto che il Pd faceva la faccia feroce di giorno e l’amante caldo di notte. Quando ho avuto modo di governare, indirettamente, Roma, le ho lasciato il Sant’Andrea, il CPO di Ostia, l’Istituto Tumori San Raffaele, il Policlinico di Tor Vergata, il 12,5% dei costi della metro C pagati dalla Regione, la gratuità sui mezzi pubblici per gli over 70.
L’amministrazione è corrotta, i comunales sono corruttibili, brutti, sporchi, cattivi e indolenti. Lo sapevi? Hai fatto qualcosa per cambiare la tendenza? Appalti, affittopoli, etc, le denunce fioccano da ogni parte, Lei c’era e sapeva?

Se la politica abdica al suo ruolo di guida, se si occupa degli affari, se vessa anche i suoi stessi dipendenti tagliando loro i salari già bassi di loro, la corruzione prospera. E prospera soprattuto quando la politica non studia, non si interessa davvero alle carte e alle norme. Vale per gli appalti, per affittopoli e per i casi di corruzione. Aggregare in un unico concetto “comunale=corrotto” il problema significa non affrontarlo e, tantomeno, risolverlo. Sulle migliaia di dipendenti comunali di Roma – fra Comune, Municipi e Aziende – ci sono alcune mele marce che vanno denunciate alla Magistratura. Ma ci sono anche tantissime persone oneste, che vanno valorizzate e ascoltate.
La sua ricetta per il traffico, per le buche, per il decoro. E gli esercenti? E i ristoranti sporchi? E il turismo che rallenta?
Il traffico si può combattere migliorando le infrastrutture: più trasporto pubblico, più corsie preferenziali, più controlli anti doppia fila, marciapiedi più larghi per rendere fisicamente impossibile la doppia fila. Le buche possono essere un problema affrontabile programmando gli interventi su cavi e tubature e mettendo a regime un vero programma pluriennale di manutenzioni stradali che devono uscire dallo straordinario ed entrare in un sistema ordinario di lavorare. Si possono adottare tecnologie moderne per monitorare i lavori stradali come mappature, gps, elenco delle ditte che effettuano male i lavori, penali. Il decoro significa pulizia delle strade, rimozione dei rifiuti, raccolta differenziata, cancellazione delle scritte. Ma anche raccogli cicche, cestini piccoli e diffusi che vanno svuotati più volte al giorno.
Rapporti Campidoglio- Regione: dovrebbero essere stretti, in realtà…?
I rapporti fra Regione e Comune, come si è dimostrato in passato, sono altalenanti e, spesso, non dipendono dal colore politico. Anzi. Nonostante le nostre differenze, con Veltroni abbiamo lavorato, e penso proprio alla metro C, cercando di pensare alle esigenze della città. Alemanno e Polverini, Zingaretti e Marino non è che abbiano avuto rapporti idilliaci. Il problema, e torniamo al discorso iniziale, è che non è possibile pensare di governare Roma con gli stessi poteri che ha Frascati, con tutto il rispetto, e con l’ombra della Regione che può essere a volte ristoratrice ma spesso un ostacolo.

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